Scoperto nuovo modo con il quale i batteri si proteggono dai virus batteriofagi

Sostituendo l'ossigeno con lo zolfo nella spina dorsale del proprio DNA, i batteri si proteggono dall'invasione dei virus batteriofagi senza cambiare codice genetico (credito: Singapore-MIT Alliance for Research and Technology (SMART))

Un nuovo metodo che i batteri possono utilizzare per difendersi dai fagi, considerati come i “distruttori” naturali dei batteri, è stato scoperto da un team di ricercatori del Singapore-MIT Alliance for Research and Technology (SMART).
Il comunicato stampa parla di una “scoperta rivoluzionaria” che potrebbe permettere di superare la resistenza dei batteri agli antibiotici, qualcosa che sta diventando un grosso problema a livello mondiale.

I fagi, o batteriofagi, da sempre sono considerati un’alternativa efficace per contrastare i batteri che resistono agli antibiotici. Si tratta di virus che iniettano il proprio DNA nei batteri ed iniziano a replicarsi all’interno della cellula del batterio stesso fino a distruggerlo.
Nello studio, pubblicato su Nature Microbiology, i ricercatori descrivono un nuovo sistema di difesa che diversi batteri possono mettere in atto per difendersi dall’infezione di questo virus.

Come spiega Peter C Dedon, uno degli autori dello studio, già in precedenza era stato scoperto un nuovo tipo di difesa che batteri utilizzano contro i fagi: possono inserire delle quantità di zolfo nel proprio DNA come modifica del fosforotioato su ogni filamento: “Se il DNA dei fagi attaccanti non avesse le modifiche, gli enzimi ospiti taglierebbero il DNA in pezzi per distruggerlo. Questo meccanismo di modifica-restrizione è come un sistema immunitario batterico per proteggersi dagli invasori”.

Ora i ricercatori hanno scoperto un meccanismo nuovo “in cui i fosforotioati si trovano su un solo filamento di DNA ad altissima frequenza. Gli enzimi di difesa dell’ospite quindi intaccano un filamento del DNA invasore per impedire al virus di fare copie di se stesso. Come un coltello da chirurgo rispetto a una mannaia”, come spiega lo stesso Dedon.
Questa scoperta potrebbe aiutare gli scienziati per contrastare ancora meglio quei batteri resistenti non solo agli antibiotici anche a molti batteriofagi. Probabilmente sono molte altre le novità riguardanti lo scontro perenne tra batteri e fagi che devono essere ancora scoperte dalla scienza.

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