Scoperto nuovo zifio in Nuova Zelanda, cetaceo che si spinge a profondità enormi

Lo zifio Mesoplodon eueu spiaggiatosi sulla costa di Te Waipounamu, Nuova Zelanda (credito: University of Auckland - Website video repository - YouTube)

Da quando un esemplare femmina si è arenato sulla costa occidentale di Te Waipounamu, Nuova Zelanda, sono sorti dubbi riguardo ad un cetaceo che, prima di questo arenamento, veniva classificato come uno zifio, un mesoplodonte di True ( Mesoplodon mirus, True’s beaked whale in lingua inglese, in onore di Frederick W. True,) per la precisione.
Ma oggi, a quasi 10 anni di distanza dall’evento, un team di ricercatori rianalizza i resti dell’esemplare, una femmina incinta, e descrive quella che dovrebbe essere la classificazione definitiva dell’animale marino spiaggiatosi. Si tratta sempre di uno zifide ma è stato classificato come nuova specie: Mesoplodon eueu ma sarà conosciuto anche con il nome comune di “zifio di Ramari”.

Nome comune è da ricondurre a Ramari Stewart

Il nome comune è da ricondurre alla nota esperta di balene Ramari Stewart. La biologa Emma Carroll dell’Università di Auckland riferisce: “È fantastico che Ramari abbia accettato l’onore di avere questa specie che porta il suo nome, in riconoscimento del Mātauranga di Ramari e della conoscenza occidentale su balene e delfini.”
I ricercatori, a seguito delle analisi dell’esemplare che si era spiaggiato, si sono accorti che la sua genetica e che la sua forma del cranio erano diverse da quelle degli zifi di True.

Separazione evolutiva

In effetti la speciazione deve essere avvenuta quando gli zifi di True dell’emisfero settentrionale si sono separati da quelli dell’emisfero australe. Questa separazione è durata circa mezzo milione di anni ed è avvenuta a causa di preferenze riguardanti la temperatura dell’acqua che, più vicino all’equatore, risulta più calda.

Zifi

Con questa scoperta il numero totale di specie di zifi sale a 24. Si tratta di cetacei di grandi dimensioni che, come tutti i cetacei, emergono in superficie per respirare. Nel gruppo degli zifi ci sono i mammiferi che si inoltrano più in profondità nel mare.
Come il comunicato dell’Università di Auckland spiega, alcune specie di zifi, infatti, possono spingersi fino a più di 1000 m di profondità quando devono trovare una preda. Il fatto che lo zifio di Ramari sia stato identificato solo grazie ad uno spiaggiamento suggerisce che questo esemplare è proprio uno di quelli che tende a spingersi più in profondità.

Video

Note e approfondimenti

  1. Speciation in the deep: genomics and morphology reveal a new species of beaked whale Mesoplodon eueu | Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences (IA) (DOI: 10.1098/rspb.2021.1213)

Articoli correlati


Tag

Condividi questo articolo


Data articolo