Scoperto primo materiale di ossido di nichel superconduttivo

Un passaggio chiave nella creazione del nuovo materiale superconduttore Si rivela simile al gioco dello jenga: gli scienziati hanno rimosso ordinatamente uno strato di atomi di ossigeno così come si devono estrarre i blocchi dalla torre durante il gioco (Greg Stewart/SLAC National Accelerator Laboratory)

Si parla di “primo materiale di ossido di nichel superconduttivo” nel comunicato stampa apparso sul sito dello SLAC, laboratorio statunitense dell’università di Stanford.

Secondo i ricercatori, questo materiale di ossido di nichel, denominato anche nichelato, mostra infatti chiari segni di superconduttività, ossia segni della capacità di condurre la corrente elettrica praticamente senza perdite.

Questo superconduttore non convenzionale si innesta in una famiglia di nuovi superconduttori che, forse, un giorno potrebbero funzionare a temperatura ambiente, una speranza che non è ancora morta fin dal 1986, anno in cui sono stati scoperti gli ossidi di rame (cuprati) che diventavano superconduttori alla temperatura di -250° centigradi.

Inutile dire che superconduttori che lavorano a temperatura ambiente sarebbero una vera e propria rivoluzione per tutti i dispositivi elettronici e in generale per tutta la tecnologia odierna.
La scoperta è stata effettuata da Danfeng Li, ricercatore dello Stanford Institute for Materials and Energy Sciences, e lo studio è stato pubblicato su Nature.

Harold Hwang, autore senior dello studio, ammette comunque che lo studio si trova ancora in una fase iniziale e il lavoro da fare è ancora tanto ma i primi esperimenti sono più che confortanti.
C’è in particolare da analizzare la struttura magnetica del materiale e come il suo campo interagisce con la superconduttività.

Gli scienziati infatti credono che questo nuovo materiale possa essere diverso dai cuprati per quanto riguarda il magnetismo, una cosa che tra l’altro ribalterebbe le principali teorie oggi esistenti riguardanti il funzionamento dei superconduttori non convenzionali.

“Questa è una scoperta molto importante che ci spinge a ripensare ai dettagli della struttura elettronica e dei possibili meccanismi di superconduttività in questi materiali”, afferma George Sawatzky, professore di fisica e chimica alla British Columbia che commenta la scoperta sul sito dello SLAC.

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