Scoperto punto debole dello stafilococco aureo

Staphylococcus aureus (credito: Janice Carr, PD, via Wikimedia Commons)

Una particolare caratteristica dello Staphylococcus aureus che potrebbe essere sfruttata da ricercatori e scienziati per contrastare la diffusione di questo patogeno è stata scoperta da un team di ricercatori dell’Università di Ginevra.
Questo stafilococco ha sempre mostrato incredibili capacità di potersi adattare a superfici o a condizioni ambientali molto diverse. Può trovarsi facilmente sulle superfici sterili così come sulla pelle oppure nel naso, solo per fare qualche esempio. E questo senza parlare della sua capacità di resistenza agli antibiotici.

La grande adattabilità di questo virus sta in una particolare proteina, un’elicasi di RNA. E proprio per capire meglio il comportamento di questa elicasi i ricercatori hanno fatto un’interessante scoperta.
Quando l’elicasi è assente, per esempio a causa di una mutazione genetica, il batterio stafilococco aureo, almeno quelli in coltura osservati dai ricercatori, non riuscivano più a formare colonie se la temperatura scendeva sotto i 25° centigradi.

Questa particolare sensibilità al freddo che riduce la capacità di adattamento del batterio è dovuta all’importante ruolo che questa elicasi ha nella regolamentazione della sintesi degli acidi grassi. Quando l’elicasi manca, la flessibilità della membrana del batterio viene ridotta quando la temperatura scende sotto i 25° e quindi viene ridotta o fermata la crescita del batterio.

“Una sezione della comunità scientifica sostiene l’idea che un futuro trattamento contro lo stafilococco coinvolgerà un farmaco in grado di inibire la sintesi di acidi grassi”, spiega Patrick Linder, professore del Dipartimento di Microbiologia e Medicina Molecolare ed uno degli autori dello studio, “ma vi è una controversia al riguardo perché alcuni studi contraddicono questo punto di vista”.
Questo studio aiuterà di certo ad ottenere una migliore comprensione sulle reali possibilità di usare tecniche di inibizione della sintesi degli acidi grassi onde contrastare lo Staphylococcus aureus.

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