Scoperto sistema interessantissimo: uno dei pianeti potrebbe essere di tipo terrestre e avere tanta acqua

Rappresentazione artistica dell'esopianeta L 98-59b presente in un sistema lontano da noi 35 anni luce (credito: ESO/M. Kornmesser)

Il sistema L 98-59, distante da noi “solo” 35 anni luce è molto interessante per diversi motivi uno dei quali risiede nel fatto che i suoi pianeti interni assomigliano, per quanto riguarda varie caratteristiche, ai pianeti interni del sistema solare. Proprio per questo è uno dei più analizzati dai ricercatori.
Possiede, inoltre, un pianeta sicuramente collocato nella zona abitabile della stella e, secondo un nuovo studio condotto da María Rosa Zapatero Osorio, un astronomo del Centro di Astrobiologia di Madrid, questo pianeta ha una massa che è la metà di quella di Venere e probabilmente un’atmosfera che potrebbe essere adatta per la vita.

Uno dei pianeti potrebbe avere oceani sulla propria superficie

Secondo i dati conseguiti dalla ricercatrice e dai suoi colleghi potrebbe trattarsi dell’esopianeta più leggero mai misurato tramite la tecnica della velocità radiale. Potrebbe inoltre trattarsi di un pianeta con oceani sulla propria superficie, cosa che aumenterebbe esponenzialmente le probabilità di presenza di vita.
I ricercatori si sono interessati in particolare alla sua atmosfera per un semplice motivo: ad oggi, con gli strumenti che possediamo, il metodo più efficiente per capire la presenza di vita extraterrestre su un pianeta lontano è quello di analizzare la sua atmosfera alla ricerca di “biofirme”.
Attualmente non abbiamo ancora telescopi così potenti ma il James Webb, che dovrebbe essere lanciato a breve, potrebbe essere molto utile in tal senso così come potrebbe essere utilissimo l’Extremely Large Telescope (ELT) dell’ESO.

Il terzo pianeta potrebbe avere tantissima acqua

I ricercatori che hanno realizzato lo studio credono che, tra i pianeti individuati in questo sistema, i 2 più interni probabilmente sono molto secchi ma potrebbero comunque contare su piccole quantità di acqua. Il terzo pianeta, a partire da quello più interno, invece, è quello più interessante: secondo i ricercatori il 30% della sua massa potrebbe essere rappresentata da acqua. Praticamente potrebbe trattarsi di un pianeta oceanico, un pianeta la cui superficie è perlopiù coperta da acqua liquida.

Scoperti anche quarto e quinto pianeta

Gli stessi ricercatori hanno inoltre scoperto altri pianeti in questo sistema. Innanzitutto non esiste un quarto, sempre partendo da quello più interno, e forse anche un quinto. Questi altri due pianeti si troverebbero, entrambi, nella zona abitabile della stella, quella zona che potrebbe permettere loro di avere acqua liquida sulla propria superficie. Inoltre il quarto pianeta potrebbe essere di tipo terrestre, dunque con lande rocciose alternate ad oceani.
Queste ulteriori informazioni rende il sistema L 98-59 ancora più interessante e e e probabilmente uno dei primi e principali obiettivi di ricerca del James Webb.

Echelle SPectrograph for Rocky Exoplanets and Stable Spectroscopic Observations (ESPRESSO)

Per misurare la massa di L 98-59b, quello che ha la metà della massa di Venere, i ricercatori hanno usato uno strumento denominato Echelle SPectrograph for Rocky Exoplanets and Stable Spectroscopic Observations (ESPRESSO) presente sul VLT dell’ESO. Si tratta, secondo la ricercatrice, di uno strumento molto preciso con il quale l’umanità fatto un passo avanti per quanto riguarda l’analisi delle masse dei pianeti più piccoli.

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Note e approfondimenti

  1. Warm terrestrial planet with half the mass of Venus transiting a nearby star | Astronomy & Astrophysics (A&A) (IA) (DOI: 10.1051/0004-6361/202140728)

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