
Uno studio pubblicato su Nature Geoscience[1] mostra per la prima volta come i cicli climatici El Niño e La Niña abbiano effetti globali su crescita e declino delle mangrovie.
Effetti globali mai osservati prima
Fino ad oggi, gli impatti del fenomeno ENSO sulle mangrovie erano noti solo in casi locali. Ma grazie a quasi vent’anni di dati satellitari, i ricercatori della Tulane University hanno dimostrato che questi eventi climatici influenzano circa metà delle foreste di mangrovie del pianeta. Il lavoro, guidato da Zhen Zhang, evidenzia un chiaro schema ricorrente che coinvolge vaste aree costiere in modo alternato.
Il “seesaw” climatico tra Pacifico ovest ed est
Durante le fasi di El Niño, le mangrovie del Pacifico occidentale si degradano, mentre quelle dell’est crescono rigogliose. La situazione si ribalta in presenza della Niña. Questo “effetto altalena” è causato principalmente da variazioni temporanee del livello del mare, che alterano la salinità del suolo e mettono in crisi l’equilibrio idrico delle piante.
La vulnerabilità di un ecosistema prezioso
Secondo Daniel Friess, docente di Scienze della Terra, le mangrovie sono essenziali per milioni di persone: proteggono le coste, immagazzinano carbonio e sostengono la pesca. Tuttavia, la loro sopravvivenza dipende da condizioni ambientali molto specifiche, rendendole estremamente esposte ai cambiamenti climatici.
Un richiamo all’azione per la conservazione
La ricerca sottolinea l’urgenza di strategie di tutela più efficaci. Capire come le mangrovie reagiscono alle variazioni ENSO aiuta a progettare interventi di conservazione mirati, fondamentali per salvaguardare la biodiversità e le comunità costiere da eventi climatici sempre più estremi.


