Scossa di terremoto avvertita a Napoli e nell’area Flegrea

Una scossa di terremoto relativamente forte è stata avvertita dalla popolazione tra i comuni di Napoli e di Pozzuoli e di diversi altri comuni dell’area Flegrea. La scossa si è verificata alle ore 15:14.
Già nel corso degli ultimi giorni erano stati avvertite diverse altre piccole scosse legate ai nodi fenomeni bradisismici dell’area. In questo caso la scossa, evidentemente più forte delle altre, è stata avvertita dai residenti dell’area Flegrea, dai quartieri occidentali della città di Napoli, come Fuorigrotta, Bagnoli e Soccavo, fino ai comuni adiacenti della stessa area Flegrea, da Pozzuoli a Quarto. La scossa è stata registrata dalla Sala Operativa INGV-OV (Napoli) ed è stata caratterizzata da una magnitudo Md 3.5.[3]

Poche settimane fa era stato pubblicato uno studio sul Journal of Geophysical Research: Solid Earth[1] condotto da un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) che ha fornito diverse informazioni sulle depressioni vulcaniche il sulla camera magmatica di quel complesso sistema che si trova nelle profondità dei Campi Flegrei.

Secondo il relativo comunicato sul sito dell’INGV,[2] fenomeni di depressurizzazione e cristallizzazione di due importanti sorgenti magmatiche sono alla base dei cambiamenti nella composizione gas fumarolici che sono stati registrati nel corso degli ultimi anni nella caldera dei Campi Flegrei. Queste due sorgenti magmatiche si trovano tra 16 i 12 km sotto il suolo.

La prima è quella che è riconducibile ai fenomeni di bradisismo nel periodo 1982-1984, una crisi che ha visto un volume di magma relativamente grande, di circa 3 chilometri cubici, spostarsi verso una seconda sorgente che si trova invece ad 8 km in profondità. Questa seconda sorgente è poi stata collegata alle emissioni di gas fumarolici avvertite durante i primi anni 2000 e ancora in corso.

I ricercatori hanno scoperto che i gas vengono rilasciati dal magma che risale verso la superficie dalle zone profonde e tendono ad accumularsi in un’area situata a circa 3 km di profondità. Questi gas vengono poi pressurizzati e riscaldati e procurano fratture nelle rocce crostali che si trovano in superficie, cosa che a sua volta provoca i fenomeni visibili del sollevamento del suolo e le scosse di terremoto nell’area.

Note e approfondimenti

  1. Phase-separating peptides for direct cytosolic delivery and redox-activated release of macromolecular therapeutics | Nature Chemistry (DOI: 10.1038/s41557-021-00854-4)
  2. Campi Flegrei | Un nuovo studio svela la dinamica dei serbatoi magmatici profondi all’origine del bradisismo
  3. Terremoto Campi Flegrei, Magnitudo Md 3.5, 16 March 2022 ore 15:14:34 (Fuso Orario Italia) » INGV Osservatorio Nazionale Terremoti

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