Screening con nanoparticelle magnetiche per rilevare pesticidi in verdure

Un gruppo di ricerca dell’Università Nazionale di Singapore (NUS) ha ideato una nuova tecnica per rilevare eventuali presenze di pesticidi nelle verdure alimentari utilizzando uno screening molto sensibile. La tecnica si rivela molto utile soprattutto per rilevare, anche in quantità molto minimali, i piretroidi, una particolare classe di insetticidi per le piante da coltura.
Questi pesticidi contrastano la diffusione dei parassiti agricoli e migliorano, di fatto, la resa delle colture. Tracce di questi pesticidi però possono rimanere negli alimenti, soprattutto frutta e verdura, in particolare quando ne è stata applicata una quantità troppo grande o se ne è fatto un abuso.

La tecnica si basa sull’utilizzo di particolari nanoparticelle magnetiche, a differenza di altri metodi precedenti, più complicati e più costosi (ad esempio la centrifugazione può richiedere fino a sei ore per l’analisi di un campione).
Il nuovo metodo, creato dalla professor Yang Hongshun e dalla studentessa Yu Xi, entrambi della Facoltà di Scienze della NUS, si serve di nanoparticelle magnetiche che possono vantare un rivestimento di polistirene.
Oltre a rilevarne anche le minime quantità, questo metodo attua l’estrazione dei residui di piretroidi tramite l’utilizzo di veri e propri micro magneti che attirano le molecole del pesticida.

Tramite piccole quantità di solvente organico, poi, le molecole di pesticida vengono lavate via dalle nanoparticelle.
Tutto il processo richiede meno di due ore e può rilevare una quantità di pesticida equivalente a 0,02 nanogrammi per grammo di verdure. Le stesse particelle, una volta che il pesticida è stato eliminato, possono essere utilizzate fino a 30 volte, un’altra caratteristica che, insieme a quella relativa al tempo, ne abbassa di molto il costo finale.

Fonti e approfondimenti



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