Se i prezzi dell’oro salgono, probabilità di sopravvivenza di neonate in India si abbassano

Un interessante articolo su The Conversation, a firma di Sonia Bhalotra, mostra quanto siano subdolamente collegati le variazioni del prezzo dell’oro con la sopravvivenza delle bambine in India. Secondo lo studio, se i prezzi dell’oro a livello mondiale salgono, un numero minore di bambine indiane sopravvive al primo mese di vita.

Si tratta di uno studio, condotto tra gli altri anche dalla stessa Bhalotra, che prende in considerazione le tradizioni indiane riguardo ai matrimoni. In India, infatti, vige una tradizione secondo cui i genitori trasferiscono la propria dote, composta quasi tutta di oggetti in oro, alle figlie quando queste si uniscono in matrimonio.
Si tratta di una sorta di lascito per le figlie e di una sorta di “imposta” considerevole per le stesse famiglie delle ragazze, con doti che in media raggiungono un valore equivalente a sei volte il reddito familiare medio annuo.
Questo significa che le famiglie indiane iniziano a risparmiare per la dote non appena una ragazza nasce.

Il collegamento con i prezzi dell’oro diventa ora molto più chiaro considerando che buona parte della dote per le ragazze è formato da gioielli in oro. Dato che la stessa India importa oltre il 90% del suo oro, le fluttuazioni mondiali dei prezzi hanno dirette conseguenze anche sui costi delle doti.
In un contesto del genere, dove i prezzi dell’oro salgono sempre di più, i genitori indiani tendono a volere più figli maschi che femmine.

Gli stessi ricercatori, infatti, hanno analizzato le correlazioni tra i prezzi internazionali dell’oro tra il 1972 e il 2005 con dati di coorte di nascita mensile in India e hanno scoperto che quando il prezzo dell’oro aumentava, le probabilità che una femmina sopravvivesse durante il periodo neonatale risultavano significativamente inferiori rispetto a quelle dei maschi.
Hanno anche scoperto che, per le nascite dopo il 1986, un aumento del 2,6% del prezzo dell’oro era correlato ad un calo statisticamente significativo (di 0,3 punti percentuali) nella probabilità di nascita di un maschio piuttosto che di una femmina.

Fonti e approfondimenti



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