Se siamo osservati, siamo stimolati a fare meglio

Pubblico in una sala (credito: Pixabay, CC0)

Un nuovo studio, realizzato dal neuroscienziato e ingegnere biomedico Vikram Chib della Johns Hopkins University, ribalta la convinzione generale riguardo al fatto che, quando c’è un pubblico o comunque più persone ad osservarci, non riusciamo a fare o a completare le cose come dovremmo. La ricerca dimostra infatti proprio il contrario: essere osservati fa sì che le persone facciano semplicemente meglio.
Il pubblico servirebbe, in sostanza, come ulteriore incentivo per rendere più performanti le nostre azioni.
Si tratta di un processo cerebrale: quando ci si trova sotto pressione a causa del pubblico che ci osserva, veniamo stimolati a fare meglio.

Già studi precedenti avevano dimostrato che quando le persone vengono osservate l’attività in determinate aree del cervello, note perché collegate ai nostri pensieri relativi agli altri, subisce un’impennata.
I risultati della ricerca sono arrivati tramite un esperimento che ha visto 20 partecipanti giocare ad una sessione di un videogioco (di quelli durante i quali ci si deve muovere, come con l’Xbox Kinect) per poi venire pagati con una piccola somma di denaro in base alla qualità del loro lavoro.

Gli stessi partecipanti giocavano due volte, una di fronte ad un pubblico ed un’altra senza alcun pubblico. Monitorando l’attività cerebrale con la risonanza magnetica funzionale, i ricercatori si accorgevano che quando il pubblico era presente si attivava una determinata zona della corteccia prefrontale associata alla cognizione sociale. A seguito di questa attivazione, veniva poi attivata l’attività nello striato ventrale, una zona del cervello capace di motivare fortemente anche attraverso le capacità motorie.

Fonti e approfondimenti

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