Secrezione cutanea di rana ha forti proprietà antimicrobiche

Bombina variegata (credito: Marek Szczepanek, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons)

Un gruppo di scienziati giapponesi ha concentrato le proprie attenzioni su una particolare specie di rana, denominata Bombina variegata, le cui secrezioni cutanee sembrano contenere agenti microbici fortemente efficienti, forse utilizzabili anche per gli esseri umani come protezione dalle infezione.
Questa rana,conosciuta anche come il rospo dal ventre giallo o, secondo Wikipedia, ululone dal ventre giallo, può essere trovata nelle foreste, nelle praterie e soprattutto nelle zone umide e negli habitat acquatici dell’Europa centrale, anche in Italia.

Nello studio apparso su ACS Applied Bio Materials vengono descritti due particolari agenti antimicrobici, presenti nello strato cutaneo di questa rana e denominati Bominin H2 e H4, che sono in realtà peptidi antimicrobici.
Questi peptidi svolgono, nella rana, un’importante funzione per quanto riguarda il sistema immunitario. Inibiscono le infezioni, in particolare la leishmaniosi, una malattia tropicale molto infettiva e facilmente trasmissibile che può essere anche fatale (ogni anno si registrano 1,3 nuovi milioni di casi con un tasso di decessi che va dai 20.000 ai 30.000 all’anno).

I ricercatori hanno condotto vari esperimenti elettrofisiologici in laboratorio con i peptidi H2 e H4 per verificare quanto questi fossero efficaci nel danneggiare la membrana cellulare dei microbi. Hanno scoperto che questi due peptidi riescono a fare dei buchi della membrana cellulare dei microrganismi causando una fuoriuscita di ioni dalle cellule, processo che alla fine porta alla morte del microbo.

H2 sembra formare buchi più grandi mentre H4 li crea più velocemente. L’azione contemporanea di questi due peptidi viene poi migliorata dalla presenza di uno D-amminoacido che aumenta l’affinità di legame con membrana lipidica.
Gli scienziati ora intendono utilizzare questo particolare meccanismo per sviluppare agenti antimicrobici migliori per gli esseri umani, da utilizzare in particolare contro i cosiddetti “super batteri” resistenti agli antibiotici.

Fonti e approfondimenti

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