Semplici cervelli ma complessi occhi trovati in fossili di antenati di ragni e crostacei

Credito: T. S. Park et al./Nature Communications, 10.1038

Fossili molto ben conservati di alcuni antenati dei moderni ragni e dei moderni crostacei sono stati ritrovati al largo della Groenlandia settentrionale. Questi fossili, risalenti a 518 milioni di anni fa, sono di un animale acquatico estinto vissuto nel cambriano inferiore, denominato cherigmachela (nome scientifico: Kerygmachela kierkegaardi).

Questi animali multicellulari, descritti per la prima volta scientificamente nel 1993, vantavano un corpo segmentato con sezioni cospicuamente pronunciate sulla testa. Erano inoltre caratterizzati da una bocca relativamente piccola ed erano molto probabilmente predatori. Il corpo vedeva la presenza di 11 paia di appendici a forma di lobo, presumibilmente utilizzate per la locomozione nell’acqua, così come di 11 paia di zampe corte sul lato inferiore.
Alcuni dei fossili ritrovati vantano cervelli e occhi relativamente ben conservati tanto che i ricercatori stanno tentando di riscrivere la storia dietro al sistema nervoso di tutto il phylum degli artropodi.

Si è sempre terrorizzato, infatti, che gli artropodi, che hanno dato origine agli insetti, ai ragni e ai crostacei così come li conosciamo oggi, avessero un cervello costituito da tre sezioni e un sistema oculare molto semplice in cui le pupille erano pressappoco costituite da una miriade di piccoli occhi nati, a livello evoluzionistico, da organi precedentemente utilizzati per la locomozione, poi evolutesi per utilizzare i fasci di luce.
Questi nuovi fossili, tuttavia, vantano un cervello piccolo ma non particolarmente segmentato, e occhi abbastanza complessi da poter formare rudimentali immagini dentro il cervello. Si tratta di occhi per certi versi molto simili a quelli di artropodi primitivi denominati corsi d’acqua o vermi di velluto.
La ricerca è apparsa su Nature Communications.

Fonti e approfondimenti



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