Sensore indossabile misura Ph tramite sudore

Se comparto relativo ai sensori per tenere sotto controllo i monitorare la salute si affolla sempre di più di dispositivi indossabili, compatti, molto piccoli o che comunque possano dare il minor fastidio possibile all’utente.
Una nuova ricerca, pubblicata su Biosensors and Bioelectronics e realizzata da un gruppo di scienziati della School of Engineering dell’Università di Glasgow, ha portato alla realizzazione di un nuovo dispositivo wireless estensibile che misura la composizione chimica del sudore (ne determina, in sostanza, il Ph).

Proprio come il sangue, anche il sudore infatti contiene diverse sostanze che possono rivelarsi utili per valutare il quadro clinico di un paziente in particolare in relazione a varie patologie tra cui il diabete e varie malattie renali.
Ad oggi tutti i sistemi indossabili per valutare l’indice glicemico o il Ph di una persona si rivelano piuttosto invasivi anche perché sono fatti di solito con materiali rigidi, non piegabili, non flessibili oppure adesivi, una caratteristica che non si rivela notoriamente confortevole.

Questo nuovo sistema prevede un dispositivo che si flette e si allunga per adattarsi ai movimenti del corpo. È fatto di poliuretano-grafite e vanta dimensioni di 1 cm². Oltre ad essere molto piccolo e compatto, si rivela anche molto elastico: può essere allungato fino a 53% della sua lunghezza senza che le prestazioni vengano compromesse. Questo significa che può essere utilizzato comodamente attaccato sulla pelle senza dare fastidi di sorta.

I dati rilevati dal sensore sono poi trasmessi wireless (con tecnologia NFC) a qualunque dispositivo, anche uno smartphone con la relativa app (a tal proposito l’applicazione è stata già sviluppata dagli scienziati ed è denominata “SenseAble”).
Il monitoraggio avviene naturalmente in tempo reale. Al momento misura solo i livelli di Ph ma gli scienziati sono fiduciosi e credono di poter sviluppare un dispositivo che possa misurare vari livelli, in primis il glucosio e l’urea. Il tutto può essere integrato in un unico dispositivo che diverrebbe dunque uno strumento di diagnosi in tempo reale completo ed universale.

Fonti e approfondimenti



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