Sensori da attaccare alle piante per monitorarne traspirazione dell’acqua

Sensori da attaccare alle piante coltivate per poterne monitorare il flusso dell’acqua, ad esempio la velocità e la quantità dell’acqua che dalle radici sale alle foglie. È questa la nuova tecnologia che hanno sviluppato i ricercatori della Iowa State University, tecnologia che tra l’altro è già stata testata e ha portato a buoni risultati.

Questi sensori a basso costo sono basati sul grafene e permettono di comprendere quanto una pianta possa essere efficiente nell’utilizzo dell’acqua. Sono sensori che potrebbero essere molto utili nel settore dell’agricoltura; ad esempio potrebbero aiutare in tutte quelle occasioni in cui può non essere chiaro di quanta acqua ha bisogno una coltivazione, per esempio, in determinati periodi dell’anno o a seconda del livello qualitativo del terreno, eccetera.

Si tratta di sensori a nastro fatti con ossido di grafene, una materiale di per sé molto sensibile al vapore acqueo. La presenza di goccioline che si condensano su questi sensori a nastro va a modificare la conduttività del materiale di cui lo stesso nastro è composto. Questa modifica può essere quantificata in maniera abbastanza precisa e si può dunque calcolare il livello di traspirazione di una foglia o di una pianta.

Secondo Liang Dong, ingegnere elettrico dell’Università di Stato dell’Iowa impegnato nella ricerca che ha portato alla creazione del sensore, il concetto stesso di un sensore elettrico indossabile per le piante è qualcosa di estremamente innovativo.
Inoltre questi sensori sono così piccoli e sottili che non vanno per nulla ad influenzare la crescita delle piante né il livello qualitativo della coltura.

Fonti e approfondimenti



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