Sequenziato genoma di donna vissuta 25.000 anni, un lignaggio precedentemente sconosciuto

I ricercatori hanno ottenuto prove ambientali dalla grotta di Satsurblia e sono riusciti a sequenziare il genoma di una donna vissuta 25.000 anni fa. Hanno confrontato poi questo genoma con quello di grotte vicine (credito: DOI: 10.1016/j.cub.2021.06.023 : Current Biology)

Grazie ad un nuovo approccio, un team di ricerca ha recuperato i dati relativi ad un genoma umano analizzando prove ambientali ritrovate nella grotta di Satsurblia, Giorgia. Le prove analizzate dai ricercatori sono rappresentate da campioni di materiale ambientale che, grazie ad una nuova tecnica, hanno permesso il sequenziamento di un essere umano, una donna vissuta circa 25.000 anni fa.
E la notizia forse più interessante è che questo soggetto probabilmente appartiene ad un lignaggio umano molto probabilmente estinto, mai individuato fino ad ora. Si tratta di un lignaggio caucasico abbastanza importante perché, secondo ricercatori, avrebbe attivamente contribuito alla composizione degli attuali gruppi umani che popolano l’Eurasia occidentale.

Prove non contaminate da umani moderni

Per avere una conferma della corretta procedura, i ricercatori hanno confrontato la sequenza genetica ottenuta grazie alle prove ambientali della grotta di Satsurblia con quella ottenuta da resti ossei prelevati da una grotta vicina, quella di Dzudzuana. In effetti hanno ottenuto diverse prove di una somiglianza genetica e la prova che i campioni ambientali prelevati dalla grotta di Satsurblia non sono stati contaminati da esseri viventi moderni.

Ottenuti dati genetici anche di lupi e bisonti

I ricercatori non si sono fermati qui: hanno ottenuto le sequenze genetiche, con lo stesso metodo, di un lupo e di un bisonte. Dati molto utili anche questi ultimi perché permetteranno di ottenere informazioni riguardo la storia delle popolazioni di lupi e di bisonti dell’area caucasica.

I ricercatori vogliono ora ottenere nuove informazioni

I ricercatori comunque non si vogliono fermare e intendono prelevare altri campioni ambientali della grotta di Satsurbia per ottenere nuove informazioni, in particolare quelle riguardanti il rapporto tra la fauna estinta di quell’epoca e gli esseri umani che abitavano l’area. Si potrebbero inoltre ottenere informazioni riguardo ai cambiamenti climatici della regione nel tardo pleistocene nonché informazioni di interi ecosistemi vissuti millenni fa ed ora scomparsi.
Nella grotta di Satsurblia già in passato era stata sequenziato il genoma di un essere umano vissuto 15.000 anni fa ma si trattò allora di un’analisi “classica” di resti umani.

Tecnica dell’analisi del DNA ambientale

La tecnica dell’analisi del DNA ambientale, che serve per ottenere informazioni riguardo ai profili genetici di esseri viventi senza avere campioni di natura ossea, sta avendo ampia diffusione tra i ricercatori negli ultimi anni in quanto gli stessi metodi messi in atto per attuarla diventano sempre più elaborati ed efficaci. Di solito i campioni si ottengono setacciando attentamente l’area, perlopiù grotte, e ricercando soprattutto resti di feci o frammenti polverizzati di ossa.

Note e approfondimenti

  1. Genome-scale sequencing and analysis of human, wolf, and bison DNA from 25,000-year-old sediment: Current Biology (IA) (DOI: 10.1016/j.cub.2021.06.023)

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