Serotonina ha effetti positivi nell’intestino limitando infezione di particolari batteri

Abstract grafico dello studio (credito: DOI: 10.1016/j.chom.2020.05.004 , Cell Host & Microbe)

La serotonina è una sostanza già conosciuta per il suo loro positivo sul cervello ma un nuovo studio suggerisce che questa sostanza può avere un effetto positivo anche per quanto riguarda alcuni microrganismi patogeni dell’intestino, alcuni dei quali possono essere responsabili di infezioni anche gravi.
Nello studio, pubblicato su Cell Host & Microbe, spiegano dunque questo “doppio ruolo” della serotonina, una sostanza chimica usata dalle cellule nervose per comunicare tra loro.

La serotonina, infatti, è presente anche nel tratto gastrointestinale, come spiega Vanessa Sperandio, professoressa di microbiologia e biochimica dell’UT Southwestern Medical Center.
E sempre nel tratto gastrointestinale sono notoriamente presenti tantissime specie di microrganismi, perlopiù batteri, che hanno fatto d iquesta area del corpo umano letteralmente il proprio habitat naturale.

I ricercatori si sono concentrati soprattutto sull’Escherichia coli O157, un batterio che può provocare infezioni alimentari a volte anche gravi. Analizzandoli in laboratorio nelle capsule di Petri ed esponendoli alla serotonina, i ricercatori si accorgevano che questi batteri mostravano una netta riduzione dell’espressione di un particolare gene usato proprio per diffondersi di infettare il corpo.
Eseguendo poi altri esperimenti con cellule umane in laboratorio i ricercatori notavano che i batteri non erano più in grado di causare le lesioni tipiche delle loro infezioni una volta a contatto con la serotonina.

Hanno infine eseguito anche esperimenti sui topi e su questi animali un particolare batterio intestinale, denominato Citrobacter rodentium, una sorta di analogo dell’Escherichia coli nell’uomo, mostrava minore capacità di colonizzare l’intestino dell’animale quando il topo veniva modificato geneticamente per produrre maggiore serotonina nel tratto gastrointestinale.

I ricercatori infatti trattavano i topi con fluoxetina, una sostanza tra l’altro venduta come farmaco con il nome di Prozac, per aumentare il livello di serotonina nel loro corpo.
I ricercatori credono che la serotonina abbia effetti su una proteina denominata CpxA che fa da recettore della stessa.
serotonina sulle superfici degli Escherichia coli e dei Citrobacter rodentium

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