Shostak: “Probabilmente troveremo civiltà aliene entro 2036”

Interessanti dichiarazioni sono state rilasciate su The Debrief da Seth Shostak, astronomo senior del progetto SETI, un progetto scientifico che si propone di trovare vita extraterrestre intelligente soprattutto monitorando radiazioni elettromagnetiche, perlopiù trasmissioni radio, provenienti da altre civiltà.
Secondo Shostak è probabile che otterremo la sicurezza dell’esistenza di una civiltà extraterrestre intelligente entro il 2036.

Secondo lo scienziato a far ben sperare sono soprattutto le velocità dei moderni computer, che diventano sempre più potenti raddoppiando la loro velocità all’incirca ogni due anni. Ad analizzare i dati che si raccolgono tramite strumenti come i radiotelescopi sono infatti solo i computer e, man mano che gli stessi algoritmi diventano sempre più efficaci nonché complessi anche a livello software (basti pensare al machine learning, uno degli algoritmi principali dell’intelligenza artificiale) l’apporto umano in tal senso sta diventando sempre più minimale.

Per quanto riguarda il progetto dell’Istituto SETI, sono infatti i computer a fare praticamente tutto lavoro e più questi computer diventano veloci, più le probabilità di ascoltare segnali validi si fanno grandi.
Lo stesso scienziato spiega che la figura del “cacciatore” SETI non è quella di uno studioso che sta tutto il giorno davanti al computer ad analizzare i segnali per trovare quello giusto: “Sarebbe un po ‘come guardare milioni di canali TV contemporaneamente”, spiega lo stesso Shostak. Più che altro è la figura di uno studioso che controlla solo ciò che il computer ha selezionato nel caso abbia trovato qualcosa di interessante.

Entro il 2036, secondo lo scienziato, il progetto dell’istituto SETI avrà esaminato più di un milione di sistemi stellari, un numero che il ricercatore ritiene sufficiente affinché le probabilità di trovare una civiltà extraterrestre intelligente risultino relativamente alte.
Scordiamoci però di comunicare con loro: dato che i segnali radio o laser (che rappresentano il metodo di comunicazione più veloce che esiste o, perlomeno, che conosciamo) viaggiano alla velocità della luce, è molto probabile che non riusciremo a comunicare, almeno non facilmente, con civiltà aliene.

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