Siccità, in Sudafrica pensano di oscurare sole per limitare raggi che colpiscono il suolo

Credito: Patricia van den Berg, Pixabay, 5339725

I rischi di un periodo secco mai visto prima in Sudafrica si fanno sempre più consistenti, così consistenti che qualcuno sta pensando di oscurare seriamente il Sole artificialmente per limitare la quantità dei raggi che colpiscono il terreno. L’ipotesi è trattata in un nuovo studio pubblicato da ricercatori dell’Università di Cape Town i quali hanno collaborato con colleghi dell’Università norvegese di scienza e tecnologia e del Centro nazionale per la ricerca atmosferica negli Stati Uniti. La ricerca è stata pubblicata su Environmental Research Letters e dunque ha superato anche il processo di revisione tra pari.

Il proposito sarebbe quello di utilizzare l’iniezione nell’atmosfera di aerosol stratosferici al fine di ottenere una gestione geoingegneristica delle radiazioni solari onde limitare l’impatto degli stessi raggi del sole. Si tratta di un metodo che potrebbe essere utilizzato in futuro soprattutto per evitare il cosiddetto Day Zero, il punto critico superato il quale non c’è più acqua per tutti, una situazione che degenererebbe in maniera pressoché imprevedibile in pochissimi giorni se non in poche ore.
Secondo i ricercatori, con tali speciali molecole nella stratosfera si potrebbe bloccare una quantità di radiazione solare sufficiente a contrastare, almeno un po’, l’aumento delle temperature al suolo.

“I nostri risultati suggeriscono che mantenere la temperatura media globale ai livelli del 2020 tramite SAI (iniezione di aerosol stratosferici, n.d.r.) compenserebbe il rischio previsto per la fine del secolo di siccità a livello Day Zero di circa il 90%, mantenendo il rischio di tali siccità simile al livello odierno”, dichiarano i ricercatori nello studio, un rischio, quello odierno, che comunque rimane ancora molto alto ma, evidentemente, ritenuto ancora gestibile dalle autorità.

I ricercatori hanno cominciato a fare sul serio dopo la siccità del 2015-2017 che ha messo letteralmente in ginocchio le aree meridionali del Sudafrica causando una delle più gravi carenze d’acqua mai viste nella regione da più di un secolo.
I ricercatori, però, credono che eventi del genere diverranno pressoché la normalità a causa del cambiamento climatico in corso che sta portando questa regione ad una condizione pressoché permanente di siccità non più gestibile, soprattutto in quelle aree più popolate tra cui la stessa Cape Town.

I ricercatori però specificano che questo metodo di ingegneria dell’atmosfera non dovrebbe essere visto come un’alternativa di fatto alla riduzione delle emissioni, un programma, quest’ultimo, che deve essere necessariamente portato avanti da tutte le nazioni del mondo.
In ogni caso lo stesso programma di iniezione di aerosol nell’atmosfera ha già scatenato numerose critiche in quanto alcuni non credono che possa realmente ridurre gli impatti del riscaldamento globale in corso, neanche a livello locale e quindi la riduzione sempre più pressante di acqua potabile per la maggior parte delle persone.

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