Sindrome della vena cava superiore, terapia endovascolare sembra essere la più efficiente secondo nuovo studio

Secondo un nuovo studio condotto da ricercatori della Lewis Katz School of Medicine della Temple University, la terapia endovascolare sarebbe il trattamento più efficace per la sindrome della vena cava superiore (SVCS). Quest’ultimo è una condizione in cui il sangue che torna verso il cuore dalla zona della testa, del torace e delle braccia a difficoltà da arrivarci. Tra i sintomi ci sono il gonfiore del viso, difficoltà a livello respiratorio, dolore al torace e, nei casi più gravi, anche il coma. La causa più comune da ricercare in un tumore che tende a comprimere la vena cava superiore.[1]

I ricercatori hanno effettuato una revisione sistematica di vari studi precedenti relativi alla terapia endovascolare per questa condizione. I ricercatori hanno valutato varie caratteristiche di questa terapia come il tasso di successo, il tasso di restenosi e la recidiva. Come spiega il comunicato emesso sul sito della stessa Temple Health, la terapia endovascolare mostrava un tasso di successo del 99% con tassi di recidiva bassi. Riyaz Bashir, un professore di medicina della Lewis Katz ed uno degli autori dello studio, spiega: “Le nostre analisi evidenziano davvero il successo della terapia endovascolare per la SVCS, dimostrando che è altamente efficace, sicura e duratura”.[1]
Lo studio è stato pubblicato su EClinicalMedicine.[2]

Note e approfondimenti

  1. Endovascular Therapy Best for Superior Vena Cava Syndrome, In-Depth Review by Temple Scientists Shows | Temple Health (IA) (DOI:)
  2. Endovascular therapy for superior vena cava syndrome: A systematic review and meta-analysis – EClinicalMedicine (IA) (DOI: 10.1016/j.eclinm.2021.100970)

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