Sindrome delle gambe senza riposo, ricercatori propongono stimolazione cerebrale

La sindrome delle gambe senza riposo (restless legs syndrome, RLS) nei casi più gravi può compromettere lo stato psicologico di una persona. Chi ne è affetto è caratterizzato, infatti, da un bisogno irrefrenabile di muovere le gambe quando queste ultime sono a riposo, ad esempio quando si è stesi o seduti.

Nei casi più gravi si possono avere sensazioni di bolle o di vermi che strisciano sulle gambe e l’unico sollievo possibile è rimettersi in piedi oppure muovere le gambe.
Si potrà comprendere che una patologia del genere, lungo termine, porta ad un affaticamento generale, ad ansia, disturbi del sonno e finanche a depressione.
Esistono vari trattamenti che prevedono l’assunzione di farmaci ma diversi di essi possono avere effetti collaterali.

Uno studio, pubblicato su Sleep Medicine, mostra che è possibile utilizzare la stimolazione magnetica transcranica al fine di applicare degli impulsi, sicuri e non dannosi, nel cervello onde stimolare quelle regioni specifiche che controllano il movimento dei muscoli delle gambe.
I ricercatori hanno già sperimentato il metodo applicando elettrodi alle gambe di alcuni pazienti per misurare le risposte muscolari.

I ricercatori hanno dimostrato che esiste un’iperreattività nella parte del cervello che controlla le gambe, iperattività che il cervello non è in grado di prevenire probabilmente a causa della mancanza di un quantitativo sufficiente del neurotrasmettitore GABA.
Gli stessi ricercatori sperano, con ulteriori ricerche future, di utilizzare la stimolazione elettrica per sopprimere quella determinata attività del cervello.

Fonti e approfondimenti



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