Sindrome di allergia alimentare ai pollini, colpi di allergia possono essere utili secondo studio

I colpi di allergia, ossia l’immunoterapia sottocutanea, possono essere molto utile per ridurre i sintomi della sindrome da allergia alimentare ai pollini (PFAS) in bambini e ragazzi secondo un nuovo studio presentato all’incontro annuale dell’American College of Allergy, Asthma and Immunology (ACAAI).
Questa sindrome viene scatenata dagli allergeni che possono essere presenti nel pollini il quale a sua volta può trovarsi in alimenti quali frutta coda, verdure o noci. La PFAS può comportare prurito a bocca e gola nonché un gonfiore delle labbra, della lingua e di altre parti della bocca.

Per arrivare a questa conclusione i ricercatori hanno analizzato 20 pazienti con un’età compresa tra 9 e 18 anni che riportavano sintomi di PFAS. I soggetti avevano ricevuto tutti, come trattamento, colpi di allergia per allergie ad artemisia, fleo e dattile.
Il 55% di essi, 11 soggetti, riportano un miglioramento o la risoluzione dei sintomi. Quattro di essi riportavano sintomi invariati e cinque di essi riferivano di non aver tentato di ingerire alimenti verso i quali avevano avuto precedentemente delle reazioni.

“La ricerca ha dimostrato che gli adulti che ricevono colpi di allergia vedono un miglioramento dei sintomi della PFAS, ma l’effetto non è stato ampiamente dimostrato nei pazienti pediatrici”, dichiara nel comunicato stampa Alana Jones, una delle autrici dello studio. “Pensiamo che sia una scoperta importante, soprattutto per i bambini che stanno ricevendo colpi di allergia e che soffrono anche di PFAS.”

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