Singapore non ha più spazio e vuole espandersi sottoterra

Singapore è una città di 5,6 milioni di abitanti la cui popolazione è in continua crescita nonostante gli sforzi portati avanti dal governo locale per non ritrovarsi in uno stato di sovrappopolazione come invece è successo molte altre metropoli del sud-est asiatico.

Tuttavia sembra che si sia giunti ad un punto di non ritorno, come riferito in un articolo pubblicato dalla AFP che ha visto l’intervento di Abhineet Kaul, uno specialista del settore pubblico e delle infrastrutture.
Secondo Kaul risulterà essenziale nei prossimi anni prendere in considerazione l’eventualità di poter espandersi sottoterra in termini di infrastrutture critiche.

La città ha infatti un bisogno impellente di nuovo spazio per attività industriali, commerciali ma anche residenziali e questo senza parlare di aree verdi che sono essenziali e il cui sviluppo deve essere parallelo a quello di una città.
Un progetto già stato presentato alle autorità e prevede di poter usufruire dei servizi di pubblica utilità, in particolare di trasporti pubblici, depositi e strutture industriale, sotto il suolo in modo da liberare la superficie.

Al momento non sono ancora stati proposti piani per nuclei abitativi sotterranei anche se la situazione porta a pensare che in futuro bisognerà prendere in considerazione anche quest’ipotesi.
Non si tratta comunque di una novità in assoluto. In relazione all’ dimensioni sempre più grandi delle odierne metropoli e alla sovrappopolazione, alcuni rapporti commissionati dalle più grandi aziende mondiali prendono infatti in considerazioni eventualità che fino ad oggi si sono viste solo in qualche film di fantascienza.

Si parla, per esempio, di “grattacieli invertiti” che invece di svilupparsi verso l’altro si sviluppano verso il basso, sotto terra.
Intanto Singapore sta continuando la bonifica della sua zona marina per acquisire nuovi spazi, un processo che negli ultimi anni sta diventando però sempre più difficoltoso anche perché la sabbia necessaria diventa sempre più difficile da reperire a causa dei timori ambientali dei governi.

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