Sito con numerosi resti fossili ci fornisce istantanea dell’impatto dell’asteroide che annientò dinosauri 66 milioni di anni fa

Rappresentazione artistica del momento dell'impatto dell'asteroide al largo del Messico (credito: Robert DePalma)

Un notevole ritrovamento paleontologico è stato effettuato nel Dakota del Nord, Stati Uniti. Gli scienziati hanno portato alla luce diversi resti di fossili di animali che, secondo gli stessi ricercatori, sono morti il giorno dell’impatto del gigantesco asteroide che, secondo la teoria dominante, 66 milioni di anni fa impattò sulla Terra provocando diverse estinzioni globali, fra cui anche quella dei dinosauri.
Il sito riporta vari resti, tra cui anche alcuni organici, molto dettagliati, come spiegato nello studio apparso su Proceedings of National Academy of Sciences.

Lo scavo è avvenuto vicino alla città di Bowman e i resti facevano parte di un ecosistema che vedeva anche la presenza di un antico lago. Secondo i ricercatori, la meteora che si schiantò al largo della penisola dello Yucatan, odierno Messico, provocò sconvolgimenti planetari anche a migliaia di chilometri di distanza e dunque anche nella zona dello scavo nel Nord Dakota.
Al momento dell’impatto, le creature marine furono letteralmente spazzate via e trasportate a centinaia di km nell’entroterra insieme ad altre specie di esseri viventi, come animali terrestri e vegetali.

Pesci fossilizzati accatastati uno sopra l’altro morti tutti insieme e ritrovati nel sito in Nord Dakota (credito: Robert DePalma)

Questa sorta di “intruglio”, con resti di animali morti di ogni specie, tronchi d’albero bruciati, rami e vegetali di ogni tipo, fu rapidamente sepolto e preservato ottimamente poi nel corso dei millenni proprio nella zona del lago nel Nord Dakota. Questo grazie a minuscole sfere di argille di vetro, note come tektiti, formatesi dopo la fusione della roccia che poi ricadeva sul terreno a seguito dell’impatto, che andarono a permeare tutto il deposito fornendoci quella che può essere considerata come una sorta di istantanea dei momenti successivi all’enorme impatto.

Secondo i calcoli dei ricercatori, le onde sismiche sarebbero arrivate nella zona dello scavo entro 10 minuti dall’impatto scatenando un terremoto di magnitudo 10 o 11.
Secondo Robert DePalma, paleontologo che ha partecipato agli scavi condotti nel corso degli ultimi sei anni, in nessun’altra zona sulla Terra si può “trovare una collezione di questo tipo composta da un gran numero di specie che rappresentano organismi di diverse età e diversi stadi della vita, tutti morti nello stesso momento, nello stesso giorno”.

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