Smartphone possono rilevare anche sballo da cannabis

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Gli smartphone odierni hanno numerose funzioni che, solo qualche anno fa, non avremmo neanche potuto immaginare. Molte di queste funzioni sono possibili grazie alla presenza di diversi sensori. Possono essere rilevate, per esempio, le distanze che copriamo e il tempo che ci mettiamo per coprirle. Ciò si spiega con il fatto che si tratta di oggetti che sono personali e che sono sempre con noi. Ci sono aziende, per esempio, che usano questi dati per capire il traffico veicolare praticamente “in diretta”.

Intelligenza artificiale per capire comportamenti “strani”

Secondo uno studio pubblicato su Drug and Alcohol Dependence, però, con questi stessi sensori, e con gli odierni algoritmi di apprendimento automatico, si può arrivare a rilevare anche un comportamento strano e quindi anche stati di ubriachezza o addirittura l’uso di sostanze psicoattive come la marijuana.
Sang Won Bae, uno dei ricercatori che ha condotto lo studio, spiega che con i loro sensori mobili universali gli odierni smartphone possono praticamente monitorare il comportamento degli utilizzatori in maniera molto discreta. Secondo il ricercatore tramite i dati che raccolgono si possono individuare momenti in cui si è sotto l’influenza di qualche sostanza e quindi, almeno potenzialmente, si possono prevenire decisioni sbagliate.

Individuazione di persone “sballate” in tempo reale

Secondo quanto spiega il comunicato dello Stevens Institute of Technology, di cui fa parte Bae, gli attuali metodi che si usano per rilevare l’intossicazione da cannabis (test di sangue, della saliva o dell’urina) sono caratterizzati comunque dalla presenza di forti limiti. Un metodo come quello descritto dal ricercatore, che usa i dati raccolti da uno smartphone per individuare, per esempio, i tempi di risposta rallentati in relazione ai movimenti che una persona può fare, sarebbe molto più veloce e l’individuazione avverrebbe praticamente in tempo reale.

L’esperimento effettuato dai ricercatori

I ricercatori hanno già svolto un interessante esperimento: hanno monitorato i dati raccolti da vari sensori di diversi smartphone utilizzati da un gruppo di giovani adulti. Questi ultimi riferivano di consumare abitualmente cannabis perlomeno due volte a settimana.
Tra i dati utilizzati quelli rilevati da varie tipologie di sensori, dal GPS al sensore del rumore, da quello per la luce o da quello che rileva i livelli di attività. Confrontando questi dati con le informazioni riferite dagli stessi soggetti partecipanti allo studio, i ricercatori scoprivano di poter capire il livello di intossicazione da cannabis con una precisione del 90%. L’individuazione dei casi “sospetti” viene realizzata grazie ad algoritmi di intelligenza artificiale che setacciano i numerosi dati raccolti.

Metodo utile per evitare comportamenti rischiosi

Un metodo del genere, secondo quanto riferisce il comunicato dell’istituto Stevens, potrebbe essere usato per realizzare interventi precoci onde prevenire comportamenti rischiosi. “È importante dare alle persone la possibilità di cambiare il proprio comportamento prima che succeda qualcosa di negativo”, spiega il ricercatore.

Note e approfondimenti

  1. Mobile phone sensor-based detection of subjective cannabis intoxication in young adults: A feasibility study in real-world settings – ScienceDirect (IA) (DOI: 10.1016/j.drugalcdep.2021.108972)

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