Solar Orbiter scopre brillamenti solari in miniatura, i “falò”

Credito: NASA Goddard Space Flight Center, CC BY 2.0, Wikimedia Commons

La navicella Solar Orbiter, una sonda sviluppata dall’Agenzia Spaziale Europea per osservare il Sole, lanciata nel febbraio del 2020, ha scoperto dei brillamenti solari di dimensioni modeste, definiti come “in miniatura” nel comunicato dell’agenzia, che gli stessi ricercatori hanno soprannominato “falò” (“campfires”).
La scoperta è stata effettuata con i dati raccolti dallo strumento Extreme Ultraviolet Imager (EUI), che si trova a bordo della navicella.

I mini brillamenti solari spiegherebbero temperatura della corona

Secondo lo stesso comunicato, questi piccoli brillamenti solari, a dispetto delle dimensioni, svolgerebbero comunque un ruolo importante. Nello specifico potrebbero rappresentare la spiegazione relativa alla temperatura molto alta, misurabile in milioni di gradi, che sussiste nella cosiddetta ” corona”, la parte più periferica ed esterna dell’atmosfera solare. Una spiegazione che gli stessi scienziati stanno cercando da decenni.

Sequenza di immagini con cadenza più alta mai realizzata

I dati raccolti dallo strumento EUI sono rappresentati perlopiù da immagini della stessa corona solare scattate ogni due secondi. Si tratta delle sequenze con la cadenza più alta tra le sequenze di foto che fino ad oggi gli strumenti hanno scattato della corona solare nell’ultravioletto estremo.
I piccoli brillamenti solari sparano dei getti di gas elettrificati, sotto forma di plasma, a velocità che possono raggiungere i 100 chilometri al secondo. Ogni getto dura all’incirca 10-20 secondi.

Solar Orbiter si avvicinerà sempre più al Sole

E non è tutto: la sonda Solar Orbiter, nel corso dei prossimi mesi, si avvicinerà sempre più al Sole e le immagini che scatterà della corona saranno sempre più nitide. In sostanza gli scienziati stanno “arrivando all’essenza di questo processo”, come spiega Pradeep Chitta, ricercatore del Planck-Institut für Sonnensystemforschung di Göttingen, Germania, uno degli autori di uno degli studi pubblicati ieri su Astronomy and Astrophysics.[1] Questi studi rappresentano quelli che sono i primi veri risultati della fase di crociera di Solar Orbiter.

Individuata anche eruzione di particelle energetiche

La sonda ha individuato anche il primo evento di particelle energetiche originato dal Sole da diversi anni a questa parte. L’individuazione è avvenuta il 29 novembre 2020. L’eruzione ha visto la diffusione in tutto il sistema solare interno di particelle provenienti dal Sole.

Note

  1. Elenco degli studi sui primi risultati della sonda Solar Orbiter pubblicati su Astronomy & Astrophysics (A&A)

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