Solfuro di allile nell’aglio migliora microbioma intestinale e capacità cognitive

Secondo un nuovo studio mangiare aglio può aiutare nell’attività di contrasto ai danni apportati ai batteri intestinali e parallelamente può migliorare anche le capacità cognitive.
Lo studio, che si basa su esperimenti condotti sui topi, dimostra che il beneficio maggiore arriva dal solfuro di allile, un composto presente nell’aglio già noto per i suoi benefici sulla salute.

Come specifica chiaramente Jyotirmaya Behera, che ha condotto la ricerca insieme a Neetu Tyagi, entrambi dell’Università di Louisville, “la somministrazione alimentare di aglio contenente allil solfuro potrebbe aiutare a mantenere sani i microrganismi intestinali e migliorare la salute cognitiva negli anziani”.
Come specifica anche Tyagi, i cambiamenti in peggio relativi al microbiota intestinale solo collegati soprattutto all’età. Gli stessi ricercatori hanno voluto verificare se c’è un collegamento tra questi cambiamenti intestinali e capacità quali la memoria e le capacità cognitive, caratteristiche che quando vengono meno possono portare a patologie quali il morbo di Parkinson o l’Alzheimer.

Proprio per questo hanno somministrato l’allil solfuro ai topi per 24 mesi: gli esperimenti mostravano chiaramente che i più anziani che ricevevano questo composto derivante dall’aglio mostravano una migliore memoria a lungo e a breve termine e al contempo batteri intestinali più sani rispetto ai topi più anziani che non avevano invece ricevuto tale composto.
Questa nuova ricerca, dunque, dimostra ancora una volta gli effetti positivi che l’aglio può avere sul nostro corpo non solo in relazione alle patologie intestinali ma anche in relazione alle capacità cerebrali, in particolare nella fase più avanzata della vita.

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