Solo il 7% del nostro DNA ci distingue dalle altre specie di umani estintesi

Credito: MarceloCDomingues, Pixabay, 5617143

Il DNA che ci rende umani e ci diversifica dalle altre specie di umani estintesi nel corso del tempo è stimabile solo al 7% secondo uno studio pubblicato su Science Advances. In sostanza, una parte abbastanza piccola del nostro genoma è quella che condividiamo in maniera univoca con gli esseri umani odierni e non con nostri antenati che si sono estinti.
Come spiega Nathan Schaefer, un biologo computazionale dell’Università della California, uno degli autori dello studio, si tratta di una percentuale abbastanza minuta e di risultati che giustificano, almeno in parte, i tentativi che oggi scienziati stanno facendo per sminuire quelle teorie che ci vedono molto diversi dai Neandertal.

I ricercatori hanno estratto il DNA di vari resti fossili di Neanderthal e di denisovani, specie umane oggi estinte, e li hanno analizzati in laboratorio. I resti fossili risalivano ad individui vissuti tra 40.000 e 50.000 anni fa. Hanno quindi confrontato i risultati delle analisi del DNA con quelli delle analisi di 279 umani odierni provenienti da varie parti del mondo.
Identificare i geni esclusivi dell’essere umano moderno non era un’impresa facile e proprio per questo i ricercatori hanno utilizzato Uno nuovo algoritmo di ricombinazione ancestrale9 grazie al quale hanno potuto calcolare i dati mancanti negli antichi genomi, come spiega John Hawks, scienziato e paleoantropologo dell’Università di Wisconsin, in un comunicato della Associated Press.[1]

I ricercatori scoprivano che solo il 7% del nostro DNA può essere considerato come distintivo dell’Homo sapiens. Hanno inoltre scoperto che circa l’1,5% del nostro DNA può invece essere considerato come distintivo non solo dell’Homo sapiens ma anche di tutti gli individui umani oggi presenti sulla Terra (nei confronti di tutti gli altri Homo sapiens vissuti in passato).
Queste tracce di DNA “distintive”, come spiega Richard Green, biologo computazionale dell’Università della California a Santa Cruz, sono relative soprattutto a quelle aree del genoma che sono collegate alle funzioni neurali e cerebrali.
Inoltre questi risultati, come spiegano i ricercatori, mostrano che gli odierni esseri umani appartengono ad una specie molto “giovane” in quanto distintasi da altre specie di umani solo da poco tempo (evoluzionisticamente parlando).

Note e approfondimenti

  1. An ancestral recombination graph of human, Neanderthal, and Denisovan genomes | Science Advances (IA) (DOI: 10.1126/sciadv.abc0776)

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