Somministrazione di insulina ai diabetici per via orale, creata nuova pillola

Pillole e compresse (credito: Pixabay, CC0)

Per milioni di persone affette da diabete di tipo 1, iniettarsi un ago nella pelle per distribuire l’insulina nel corpo resta al momento la soluzione più diffusa, anzi l’unica disponibile. Tutti i precedenti tentativi di somministrare l’insulina con metodi meno invasivi, ad esempio attraverso una semplice pillola, non hanno mai funzionato a dovere.
Una nuova ricerca svolta da un gruppo di scienziati della Harvard John A. Paulson School of Engineering e Applied Sciences (SEAS) si prefigge proprio di far sì che i pazienti affetti da diabete di tipo uno possano ricevere insulina per via orale piuttosto che tramite la dolorosa puntura di un ago.

Si tratterebbe di un passo avanti enorme non solo per la qualità della vita dei pazienti ma anche per evitare tutti gli effetti collaterali collegati al fatto che molte persone diabetiche non riescono a farsi le iniezioni necessarie, che devono essere effettuate più volte al giorno, da sole, con conseguenze anche letali.
Molte persone, infatti, non riesco a sopportare aghi nella pelle per il dolore che ne consegue ma anche per fobie o interferenze varie di tipo psicologico, come sottolineato da Samir Mitragotri, professore di bioingegneria ed autore principale della ricerca.

Il nuovo approccio vede l’insulina trasportata in un liquido ionico costituito da colina e acido geranico. Questo liquido viene inserito in una capsula con rivestimento enterico resistente agli acidi, una formulazione biocompatibile che permette alla stessa capsula di poter essere conservata fino a due mesi a temperatura ambiente.
Secondo Mitragotri, “Una volta ingerita, l’insulina deve percorrere un impegnativo percorso ad ostacoli prima che possa essere efficacemente assorbita nel flusso sanguigno. Il nostro approccio è come un coltellino svizzero, dove una pillola ha gli strumenti per affrontare ciascuno degli ostacoli che si incontrano”.

Ad esempio, grazie al rivestimento enterico, la capsula può resistere alla rottura causata dagli acidi gastrici nell’intestino. Inoltre la speciale formulazione di acido colino-geranico riesce a resistere anche allo strato di muco che riveste l’intestino e alle strette giunzioni cellulari delle pareti dello stesso intestino, barriere attraverso le quali farmaci costituiti da grandi molecole come l’insulina non riescono a passare di solito facilmente.

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