Sonda giapponese Hayabusa 2 ha ormai raggiunto l’asteroide Ryugu

La sonda spaziale giapponese senza equipaggio Hayabusa 2 ha raggiunto, dopo un viaggio di tre anni e mezzo, l’asteroide Ryugu. Quest’ultimo vanta un diametro di circa 900 metri e recentemente, con l’avvicinarsi della stessa sonda l’asteroide, era stata distribuita dall’agenzia spaziale giapponese anche una foto che riprendeva la sua strana forma a dado.

L’asteroide, che si trova ad una distanza di circa 280 milioni di chilometri dalla Terra, è uno degli obiettivi della sonda che tenterà, nel corso del prossimo anno e mezzo, tre atterraggi touch-and-go onde raccogliere campioni per poi ritornare sulla Terra. Qualora avesse successo, la missione risulterebbe fondamentale per ottenere ulteriori indizi sull’origine del nostro sistema solare.

I prossimi mesi saranno fondamentali in quanto ingegneri e personale impegnato in questa missione dovranno capire quali sono le zone dell’asteroide che potranno essere considerati come gli approdi più idonei. L’asteroide, infatti, vanta una superficie alquanto irregolare (è caratterizzato infatti da una forma più cubica che rotonda) e un grande numero di crateri.

Tuttavia il primo touchdown è previsto per settembre oppure ottobre mentre quello finale previsto per aprile o maggio. Prima dell’atterraggio, la sonda lancerà e farà esplodere un cilindro-proiettile sulla superficie dell’asteroide onde creare un piccolo cratere. In seguito tenterà poi di atterrare in questo cratere per poi raccogliere il materiale. Una volta sulla superficie dalla sonda fuoriusciranno infatti anche tre piccoli rover senza ruote (ma che possono saltellare) per condurre le sonde che dovranno catturare il materiale.

Fonti e approfondimenti



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