Sonde “nuotatrici” della NASA potrebbero esaminare oceani sotterranei di Europa e Encelado

L'idea vede il rilascio di varie sonde a seguito della realizzazione di un buco nello spesso strato di ghiaccio superficiale (credito: Nasa/JPL)

C’è un’idea che circola alla NASA in relazione alle prossime missioni che potrebbero essere realizzate per quanto riguarda Europa e Encelado, rispettivamente una luna di Giove e una di Saturno. La missione, per ora solo concettualizzata ma che ha già ricevuto un primissimo finanziamento per i test, prevedrebbe l’invio di dispositivi “nuotatori” indipendenti che potrebbero essere rilasciati sotto lo spesso strato di ghiaccio che caratterizza le superfici di queste due lune. Lo scopo è capire cosa si trova in quello che dovrebbe essere un oceano liquido localizzato proprio sotto lo strato di ghiaccio. Naturalmente la speranza ultima, ma anche quella meno probabile, è di trovare tracce di vita.

Lander atterrerebbe in un punto in cui il ghiaccio è più sottile

Ne parla, in un nuovo articolo su The Conversation, David Rothery, un professore di geologia planetaria della Open University. La missione prevedrebbe il lancio di una navicella il cui lander atterrerebbe su Europa o su Encelado in un punto in cui il ghiaccio risulterebbe più sottile (un punto non ancora individuato ma comunque, molto probabilmente, in cui il ghiaccio sarebbe sempre spesso centinaia o migliaia di metri).

Sonda sprofonderebbe lentamente nel ghiaccio

Una volta atterrato il lander rilascerebbe una piccola sonda riscaldata radioattivamente la quale comincerebbe a fare un buco nel ghiaccio, fondendolo, largo almeno 25 cm.
La sonda sprofonderebbe lentamente nel ghiaccio e, una volta raggiunto l’oceano sottostante, verrebbero poi rilasciati vari dispositivi indipendenti che comincerebbero a nuotare nell’acqua analizzandola e trasmettendo i dati alla Terra.

Piccoli dispositivi nuotatori

I piccoli dispositivi nuotatori potrebbero essere fino a quattro dozzine e sarebbero caratterizzati da una particolare forma a cuneo con una struttura lunga 12 cm.
I dispositivi nuotatori potrebbero comunicare con la sonda, che resterebbe nei pressi del buco una volta raggiunto l’oceano, attraverso le onde sonore. La sonda invierebbe poi i dati al lander comunicando con quest’ultimo tramite un cavo (che quindi percorrerebbe tutto il buco). Le batterie dei dispositivi sarebbero comunque limitate così come sarebbe limitata la distanza massima degli stessi dispositivi dalla sonda. Tuttavia agendo con varie decine di dispositivi si potrebbe mappare molto meglio l’ambiente ed eseguire misure della temperatura e della salinità, per esempio.

Trovare eventuali bocche idrotermali

Uno degli scopi di questi dispositivi potrebbe essere quello di trovare eventuali bocche idrotermali, una cosa in cui però lo stesso Rothery non crede molto in quanto il fondo del mare risulterebbe comunque situato molti chilometri sotto il punto del rilascio dei dispositivi nuotatori. Tuttavia trovarne una sarebbe un bel colpo per quanto riguarda la ricerca di vita extraterrestre.
I dispositivi non potrebbero comunque usare telecamere, le quali avrebbero comunque bisogno di una propria fonte di luce e quest’ultima consumerebbe troppa energia.

Programma Innovative Advanced Concepts (NIAC) della Nasa

Si tratta solo di uno dei tanti “concept” realizzati per quanto riguarda il programma Innovative Advanced Concepts (NIAC) della Nasa. Il concept di questa missione, denominata per ora “Swim”, ha ottenuto però un primo finanziamento affinché si possano realizzare i primi esperimenti con dispositivi “micro-nuotatori” in vasche appositamente progettate.

Note e approfondimenti

  1. Swarm of Tiny Swimming Robots Could Look for Life on Distant Worlds

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