Sonno non migliora memoria dei testimoni oculari

Il sonno aiuta la memoria: quante volte abbiamo sentito questa frase? Tuttavia secondo un nuovo studio condotto da un team di ricerca di varie università, l’effetto che il sonno può avere sulla memoria non da alla fine così tanti vantaggi ai testimoni oculari, ossia per coloro che devono descrivere una scena, un fatto o una qualunque situazione.

Nello studio, pubblicato su Royal Society Open Science, si prende infatti come esempio proprio la situazione in cui un testimone oculare deve scegliere un colpevole tra varie persone poste una accanto all’altra.
Analizzando i dati relativi a vari esperimenti on-line condotti su 4000 partecipanti, i ricercatori sono riusciti a misurare l’impatto che il sonno può avere sull’accuratezza di tale tipologia di identificazione.

I partecipanti dovevano guardare il video di un finto crimine e poi dovevano dormire oppure rimanere svegli. Un gruppo doveva eseguire il test di riconoscimento del colpevole 12 ore dopo la visione del video mentre un altro gruppo doveva eseguire il test subito dopo aver visto il video.
Stranamente i due gruppi sembravano affidabili allo stesso livello, indipendentemente dalle ore trascorse dalla visione del fatto e indipendentemente dalla quantità di sonno, cosa che ha sorpreso gli stessi ricercatori, come dichiara Laura Mickes, professoressa della Scuola di Scienze Psicologiche dell’Università di Bristol e autrice corrispondente dello studio.

La stessa Mickes trova che questi risultati implichino due cose: “Il sonno non avvantaggia l’identificazione dei testimoni oculari, né influisce sull’affidabilità. Il fatto che l’affidabilità non sia influenzata da vari fattori – sonno vs veglia; intervalli di ritenzione brevi o lunghi – è in linea con un numero crescente di prove che l’affidabilità dei testimoni oculari vale per una serie di fattori “.

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