Sono milioni gli uccelli che muoiono ogni anno scontrandosi con aerei, luci LED possono essere soluzione

Luci LED blu e rosse fanno cambiare direzione ad alcune specie di uccelli (credito: Purdue University photo/Gabriela Sincich)

Un nuovo studio ha portato alla creazione di un test ottico per vedere come gli uccelli rispondono a diversi tipi di luce. La stessa ricerca ha scoperto che luci LED rosse e blu possono portare alcune specie di uccelli nella direzione opposta.
A cosa può servire una ricerca del genere? Potrebbe essere uno studio chiave per prevenire gli scontri con gli uccelli da parte degli aeromobili.

Ogni anno, infatti, minori di uccelli muoiono in scontri con gli aerei e non è una questione solo di animalismo: gli stormi più grandi possono infatti creare problemi agli aerei stessi, soprattutto ai motori, e lo possono fare anche in fase di partenza, e dunque sulle piste degli aeroporti.
Ingegneri e addetti ai lavori hanno provato un po’ di tutto, dai fuochi di artificio fino ai cani da pastore per allontanarle dalle piste degli aeroporti. Tuttavia la maggior parte di questi metodi non funziona quando l’aereo è ormai in volo.

Esteban Fernandez-Juricic, professore di scienze biologiche alla Purdue University ha eseguito vari test sottoponendo gli uccelli a luci di varia intensità e con varie lunghezze d’onda.
Il ricercatore ha scoperto gli uccelli evitavano costantemente le luci LED con picchi a 470 e 630 nanometri, ossia luci che all’occhio umano appaiono blu e rosse, differentemente dalle luci ultraviolette, dalle luci verdi e dalle luci bianche che non avevano alcun effetto sul comportamento degli uccelli.

Lo stesso ricercatore dichiara: “Ora abbiamo un test comportamentale che possiamo usare per testare questi comportamenti di attrazione ed evitamento in una materia sistematica e standardizzata, e possiamo farlo su varie specie. Siamo in grado di testare non solo se una luce può essere altamente visibile ad un uccello o no, ma se questa luce conduce ai comportamenti che stiamo cercando di generare”.

Fonti e approfondimenti



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