Sono più di 5000 i cammelli uccisi in Australia dai cecchini

Sarebbero più di 5000 i cammelli selvatici uccisi, soprattutto da cecchini e tiratori a bordo di elicotteri, nell’Australia meridionale devastata dagli incendi secondo quanto riferisce un comunicato stampa della AFP.
Questi branchi selvaggi di animali non autoctoni stanno infatti devastando le comunità indigene già colpite dalla siccità causata dagli enormi incendi che si stanno sviluppando in queste settimane.

Sarebbero infatti gli aborigeni a soffrire maggiormente di questi branchi vaganti di cammelli che, ricordiamo, non sono nativi dell’Australia ma sono stati importati negli scorsi secoli dagli esseri umani.
Proprio a causa del caldo estremo prodotto dagli incendi, questi animali stanno migrando da una zona all’altra in cerca di acqua danneggiando le infrastrutture per l’acqua ma rivelandosi anche un pericolo concreto per i conducenti di veicoli.

Nonostante le preoccupazioni annunciate da parte degli attivisti e degli animalisti, squadre di cecchini hanno continuato ad abbattere questi animali considerati oramai come veri e propri parassiti introdotti in un ambiente che non è il loro.
Oltre a consumare enormi quantità d’acqua preziosa per i locali, soprattutto per i gruppi dei nativi, questi cammelli spesso muoiono proprio nei pressi delle Fonti d’acqua.

Ciò significa che loro corpi vanno in putrefazione ed inquinano irrimediabilmente le stesse fonti d’acqua rendendole non più utilizzabili non solo dagli esseri umani anche dagli altri animali, soprattutto dagli uccelli.
E la prolungata siccità non sta facendo altro che peggiorare enormemente questa situazione tanto che l’abbattimento di massa è risultata l’unica soluzione, sebbene possa apparire quella più brutale.

I cammelli in Australia sono stati introdotti intorno al 1840 in quanto ritenuti molto utili per esplorare le vaste aree interne di questo continente. I cammelli infatti si adattano molto bene alla calura e alle regioni molto secche dell’entroterra australiano.
Nel corso dei decenni successivi, furono poi decine di migliaia i cammelli importati che naturalmente si sono riprodotti e con il tempo moltiplicati per certi versi senza controllo.

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