Sostanze PFAS collegate a maggior rischio di carie nei bambini secondo studio

Un team di ricercatori ha eseguito uno studio per capire se l’esposizione alle PFAS, sostanze chimiche denominate anche sostanze alchilate perfluorurate, che possono essere presenti nell’ambiente (anche nell’acqua potabile) a seguito dell’intenso utilizzo industriale che ne è stato fatto nei decenni passati, può essere collegata alla carie nei bambini.

I ricercatori della School of Dentistry della West Virginia University hanno scoperto che una delle sostanze PFAS, l’acido perfluorodecanoico, può essere collegato alle cavità dentali.
Nello studio, pubblicato sul Journal of Public Health Dentistry, i ricercatori descrivono le analisi che hanno eseguito e i dati che hanno utilizzato relativi a 629 bambini con un’età tra i tre agli 11 anni facenti parte di un database della salute statunitense.

I campioni di sangue di questi bambini erano stati analizzati per verificare la presenza di sostanze PFAS nel 2013 e nel 2014. Venivano inoltre valutati altri fattori riguardanti la salute, in particolare quella dentale, e alcune patologie, tra cui la carie.
Quello che mostrava un collegamento maggiore con la carie era l’acido perfluorodecanoico tra i sette PFAS analizzati dai ricercatori.

“L’acido perfluorodecanoico, in particolare, ha una lunga struttura molecolare e forti legami chimici; pertanto, rimane nell’ambiente più a lungo. Di conseguenza, è più probabile che abbia conseguenze negative sulla salute come la carie dentale”, riferisce R. Constance Wiener, una delle autrici dello studio insieme a Christopher Waters.

Secondo i ricercatori, questa sostanza in particolare può inficiare sullo sviluppo dello smalto dentale, interrompendone la produzione, cosa che lascia i denti più sensibili a patologie come le carie.
Gli stessi ricercatori ammettono che comunque l’esistenza di questo collegamento va valutata con ulteriori studi più approfonditi.

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