Spoiler possono aumentare divertimento secondo studio

Pensate che gli spoiler possano rappresentare una delle più gravi minacce quando ci si vuole godere un film? Forse state esagerando: secondo una nuova ricerca sapere in anticipo dettagli, anche significativi, riguardanti la trama di un film non pregiudica più di tanto l’esperienza o può addirittura aumentare il divertimento.

Secondo Judith Rosenbaum, una delle autrici dello studio apparso sul Journal of Psychology, sapere di un evento, ad esempio uno spaventoso, che sta per arrivare durante la visione di un film può rendere quest’ultimo più piacevole.

I ricercatori dell’Università del Maine dichiarano infatti di aver scoperto che gli spoiler, e la cosa riguarda anche i film dell’orrore in cui buona parte delle emozioni sono scatenate proprio dal non sapere che cosa potrà succedere, “sembrano potenziare il brivido dell’anticipazione di essere spaventati per le persone che amano le emozioni intense”.

Questo perché, secondo i ricercatori, lo spoiler riduce il numero di scelte che lo spettatore crea mentalmente prima che l’evento stesso accada.
In generale gli spoiler, secondo questo studio, sembrerebbero dunque avere effetti molto più contenuti di quanto pensato.

Tuttavia conta anche il genere di film: questa sorta di “regola” non si applica spesso, per esempio, nelle commedie; al contrario può caratterizzare spesso i film thriller fantasy.
Inoltre questa caratteristica riguarderebbe perlopiù la fiction cinematografica o televisiva e non altri media come i libri.

Anche se, proprio per quanto riguarda i romanzi, gli spoiler possono svolgere una funzione positiva quando i lettori sono molto preoccupati, forse troppo, di ciò che può cadere ad un certo personaggio.
In queste fasi il lettore, per “proteggersi”, può andare alla ricerca attiva egli stesso degli spoiler.

“Abbiamo trovato risultati così sorprendenti che abbiamo dovuto replicare lo studio per vedere se trovavamo la stessa cosa”, afferma Rosenbaum. “Una volta completato il nostro primo studio, ci siamo resi conto che c’erano così tanti altri fattori che avevano un ruolo, che ulteriori studi erano sicuramente necessari”.

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