Squali, microbioma della pelle li protegge da infezioni a seguito di ferite

I ricercatori prelevano muco cutaneo dalla superficie del corpo degli squali pinna nella delle Seychelles (credito: Mauvis Gore)

I microbiomi, ossia gli insiemi di batteri e di microrganismi che vivono nel corpo (o sopra di esso nel caso dei microbiomi della pelle), non sono importantissime solo per gli esseri umani ma anche per gli animali e un’ulteriore ricerca lo conferma.
Questa volta i ricercatori del Centro di ricerca sul Mar Rosso dell’Università King Abdullah per la Scienza e la Tecnologia (KAUST) hanno studiato le comunità microbiche che vivono sulla pelle degli squali pinna nera (Carcharhinus melanopterus).

Diverse volte è capitato, a chi studia questi squali, di osservarli con vistose ferite sul corpo ma quasi mai con segni di infezione intorno alle ferite stesse. Proprio per comprendere questo fenomeno, il team internazionale di ricercatori ha raccolto vari campioni di muco cutaneo dai dorsi e dalle branchie degli squali pinna nera che vivono intorno alle isole Seychelles, nello specifico intorno alle isole Amirante. Inoltre hanno anche sequenziato i geni dell’RNA per identificare batteri.

Come spiega Claudia Pogoreutz, una delle ricercatrici che ha guidato lo studio, i ricercatori non rilevavano alcuna traccia di infezione intorno alle ferite. Ciò suggerisce che la pelle di questi squali non si infetta molto facilmente e che sono le comunità batteriche stesse, per la precisione quelle presenti sulla pelle, a rappresentare il motivo principale: “Abbiamo davvero bisogno di approfondire le funzioni batteriche e l’innata immunità degli squali per capire cosa sta realmente succedendo e come è mediata la guarigione delle ferite negli squali”, dichiara la ricercatrice nel comunicato stampa che presenta lo studio apparso su Animal Microbiome.

I ricercatori hanno trovato inoltre delle differenze nelle comunità batteriche della pelle degli squali a seconda della località in cui vivevano, anche quando queste distavano pochi chilometri pur restando relativamente isolate. Secondo i ricercatori queste differenze sono dettate dalle condizioni ambientali in cui questi squali vivono, condizioni che possono variare come la temperatura, la densità delle popolazioni, la disponibilità di nutrienti e i livelli di inquinamento delle acque.
In ogni caso la stessa Pogoreutz lascia intendereche ci sono ancora molte cose da comprendere per quanto riguarda i microbiomi epidermici degli squali.

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