Stampa 3D, nuovo metodo “ad iniezione” crea oggetti più resistenti

Abstract grafico dello studio (credito: DOI: 10.1016/j.addma.2020.101469, Additive Manufacturing)

Grazie ad una nuova tecnologia di stampa 3D per le materie plastiche ideata da ricercatori dell’Università del Massachusetts ad Amherst potrebbe essere possibile creare nuove tipologie di protesi, ed in generale di dispositivi medici simili, più durevoli e resistenti nonché parti per veicoli, areoplani ed automobili.
La nuova tecnologia di stampa è stata inventata dal ricercatore David Kazmer che la descrive in uno studio apparso su Additive Manufacturing.

La nuova tecnologia combina diversi aspetti della stampa 3D classica e della stampa “ad iniezione”. Questa è una tecnica di stampa durante la quale gli oggetti vengono creati riempendo, con materiali plastici fusi, delle cavità di stampo precedentemente realizzate.
Secondo lo scienziato, unendo diversi aspetti di questi due processi si può aumentare notevolmente il tasso di produzione della stampa 3D ottenendo una maggiore resistenza degli oggetti creati.

“L’invenzione migliora notevolmente la qualità delle parti prodotte, rendendole completamente dense con poche crepe o vuoti, quindi sono molto più forti”, dichiara lo stesso Kazmer che sottolinea anche che si tratta di un metodo economico e che non c’è bisogno di nuove tipologie di stampanti 3D per usarlo in quanto può essere realizzato anche con le stampanti 3D già esistenti. Bisogna solo programmare nuovi software.

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