Stare sdraiati con testa rivolta in basso può aiutare polmoni in pazienti ventilati con COVID-19 grave secondo studio

Stare sdraiati in posizione prona con la faccia rivolta verso il pavimento può aiutare chi è ricoverato in ospedale con ventilatori, dunque anche per i pazienti gravi affetti da COVID-19: è questo il risultato di nuovo studio apparso sull’American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine.
Lo studio, svolto da scienziati cinesi, ha visto l’analisi dei trattamenti subiti da 12 pazienti dell’ospedale di Jinyintan a Wuhan, in Cina, affetti da sindrome di stress respiratorio causata dalla COVID-19.

Tutti i pazienti erano assistiti tramite ventilazione meccanica. Lo studio è durato sei giorni ed è cominciato il 18 febbraio 2020.
Come spiega Haibo Qiu, uno degli autori dello studio, alcuni dei pazienti non rispondevano bene alla pressione elevata che può provocare lo stare distesi normalmente, ossia con la faccia verso l’alto, anzi sembravano rispondere meglio con un posizionamento con la faccia rivolta verso il basso.

Per misurare la risposta dei polmoni alla pressione i ricercatori hanno utilizzato particolare indice denominato Recruitment-to-Inflation.
Hanno dunque misurato il flusso dell’ossigeno, il volume polmonare e la pressione delle vie aeree. I ricercatori notavano che quei pazienti che erano stati posizionati alternativamente in posizione supina, ossia con la faccia verso l’alto, e con la faccia verso il basso erano associati ad una maggiore reclutabilità polmonare.

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