Starshot, la folle idea di raggiungere Proxima Centauri b con navicella spinta da laser

Starshot è un’iniziativa finanziata da Breakthrough Initiatives, un’istituzione non-profit statunitense, che si propone un obiettivo particolare: spingere con un raggio laser una piccola navicella in direzione di Alfa Centauri, il sistema stellare triplo che contiene le tre stelle più vicine alla Terra.

Questo sistema, distante solo 4,37 anni luce, potrebbe essere raggiunto dalla navicella, con questo particolare sistema, nel tempo di una generazione grazie ad una velocità che potrebbe raggiungere tra il 15 e il 20% della velocità della luce.

Perché proprio Alfa Centauri?

Il sistema di Alfa Centauri ha riscosso un notevole interesse da quando nel 2016 è stato scoperto Proxima Centauri b, un pianeta extrasolare interessantissimo perché orbitante nella cosiddetta zona abitabile di Proxima Centauri, una delle tre stelle del sistema di Alfa Centauri.
Si tratta dell’esopianeta abitabile conosciuto più vicino a noi e quello con uno degli indici ESI (Earth Similarity Index, indice di similarità terrestre) più altro tra gli esopianeti conosciuti.

Philip Lubin e la Breakthrough Initiatives

L’idea di spingere con un raggio laser proiettato dalla Terra una navicella nello spazio è arrivata a Philip Lubin, un cosmologo dell’Università della California a Santa Barbara, il quale ne discusse pubblicamente per la prima volta nel corso di un simposio nel 2015. Dato che si tratta di un progetto basato su tecnologie che sostanzialmente esistono già, l’idea ha riscosso l’interesse anche da menti eminenti, quali quella del compianto Stephen Hawking.
Così interessante che ha riscosso l’interesse anche di Pete Worden, scienziato a capo della Breakthrough Initiatives, a sua volta finanziata dal miliardario israeliano-russo Yuri Milner.

Una navicella spinta da un laser? Come dovrebbe funzionare?

Come dovrebbe funzionare? Innanzitutto c’è bisogno di un raggio laser con una potenza di almeno 100 gigawatt.
Costruirne uno singolo sarebbe cosa dura e quindi si potrebbero unire insieme i raggi di più laser, ad esempio di miliardi di laser, onde proiettarli tutti in un unico punto.

Quindi si mette in orbita una piccola navicella, ma davvero piccola, quanto più piccola possibile. Gli ingegneri stanno pensando di costruirne una che non pesi neanche un grammo, qualcosa che potrebbe apparire fantascientifico ma che permetterebbe alla stessa “navicella” di raggiungere enormi velocità.

Una volta mandata in orbita la navicella si apre una sorta di piccola vela solare la quale comincia ad essere bombardata dal super raggio laser.
La pressione dei fotoni emessi dal raggio laser potrebbe in poco tempo far raggiungere alla navicella, di per sé molto leggera, velocità relativistiche.

Foto ravvicinate di Proxima Centauri b

La navicella potrebbe arrivare nei pressi del sistema di Alfa Centauri in 20-30 anni. Una volta arrivata, la piccola fotocamera di cui sarebbe dotata potrebbe scattare foto ad alte risoluzione del pianeta, foto che dopo qualche anno arriverebbero sulla Terra.

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