Start-up vuole sfruttare segnali degli smartphone per fare previsioni meteorologiche

Una start-up americana considera Boston, la ClimaCell, offre un particolare servizio di previsioni meteorologiche che si basa sui dati di milioni di dispositivi wireless, perlopiù smartphone. Secondo la stessa compagnia questo servizio meteorologico risulterebbe del 60% più accurato rispetto ai metodi tradizionali, sostanza mente quelli basati sui satelliti e sulla rete di sensori meteorologici.

Fondata nel 2015, questa compagnia ha passato gli ultimi anni ad affinare la tecnologia che gli consente di sfruttare milioni di segnali provenienti dai dispositivi mobili in tutto il mondo. Analizzando, tramite specifici modelli matematici, la qualità di questi segnali, il servizio è in grado di prevedere il livello delle precipitazioni, per esempio, o quello relativo alla qualità dell’aria.
Oltre ai segnali dei dispositivi mobili utilizza anche le ormai innumerevoli telecamere poste in strada un po’ ovunque. Abbandonandosi al servizio, è possibile sfruttare previsioni metereologiche, secondo gli stessi creatori del servizio, più accurate rispetto a quelle dell’Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA).

Il modello può fare previsioni su una determinata regione e potrebbe essere d’aiuto, per esempio, per tutte quelle aziende che sfruttano l’energia solare le quali debbono sapere in anticipo se una determinata giornata sarà nuvolosa oppure soleggiata.
Alcuni meteorologi, interpellati su questa nuova tecnologia, sembrano dubbiosi ma al contempo non sembrano escludere del tutto la possibilità che sfruttare i segnali wireless degli smartphone possa in effetti risultare utile per le previsioni metereologiche. Quasi tutti sono concordi però sul fatto che questa idea, buona in linea di principio, deve essere testata meglio con le previsioni che dovrebbero essere confrontate con quelle classiche con metodo scientifico prima di esprimere veri pareri.

Fonti e approfondimenti

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