Stazione Spaziale utile anche per comprendere fenomeni elettrici dell’atmosfera

Tempesta vista dalla Stazione Spaziale Internazionale (credito: ESA/NASA, Andreas Mogensen)

Il fulmine è, essenzialmente, una scarica elettrica nell’atmosfera terrestre. È stato calcolato che se ne scatena uno ogni secondo, considerando tutto il globo della Terra. Tuttavia i meccanismi interni alla scarica elettrica non sono ancora, ad oggi, ben conosciuti. Un’osservazione che si può considerare abbastanza rara, eseguita dall’astronauta Andreas Mogensen, che si trova a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, potrà sicuramente risultare molto utile in tal senso.

Mentre la stazione sorvolava l’India ad una velocità di 28.800 chilometri orari, l’astronauta ha indirizzato una telecamera ad alta risoluzione verso un grosso temporale in quel momento in corso proprio sulla penisola indiana. È riuscito a catturare vari fulmini da una prospettiva ben più utile rispetto a quella classica, ossia quella al di sotto dell’atmosfera.
Oltre che spettacolare, il filmato registrato dall’astronauta sta permettendo agli scienziati di iniziare a capire quali sono quelle tipologie di nubi che scatenano i fulmini e che, in generale, possono arrivare ad influenzare l’intera chimica dell’atmosfera terrestre.

Tuttavia l’Agenzia Spaziale Europea non si fermerà di certo qui: l’agenzia sta guidando anche un progetto, denominato Atmosphere-Space Interaction Monitor (ASIM), che si propone di portare, sulla stessa Stazione Spaziale Internazionale, un sistema di telecamere e rilevatori di raggi x e γ di alta precisione.
Questo sistema servirà ad osservare l’atmosfera superiore terrestre, in particolare per rilevare i getti blu (fenomeni elettrici che si verificano di solito nella stratosfera) e i terrestrial gamma-ray flash (TGF), fenomeni dell’atmosfera terrestre a base di raggi gamma ad alta energia.

Come specifica Anche Torsten Neubert, coordinatore del team scientifico presso l’Università Tecnica della Danimarca, “La scienza che speriamo di ottenere combinando i dati di tutti gli strumenti è esplosiva: le osservazioni simultanee porteranno una visione completamente nuova”.

Fonti e approfondimenti



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