Stella “gemella” del sole ancora nella sua fase “giovanile” analizzata da scienziati della NASA

Rappresentazione artistica della fase giovanile di una stella come il Sole: quest'ultimo appariva così 4 miliardi di anni fa (credito: NASA's Goddard Space Flight Center/Conceptual Image Lab)

Una stella che si trova in una fase della sua vita paragonabile alla fase giovanile del nostro Sole è stata oggetto di uno studio pubblicato sull’Astrophysical Journal condotto da ricercatori del Goddard Space Flight Center.
Il nostro sole ha 4,65 miliardi di anni e può essere considerato come una stella “di mezza età”. Ci risulta difficile, dato tutto il tempo che è passato, analizzare le sue prime fasi e per questo può rivelarsi utilissimo analizzare stelle simili che si trovano nelle prime fasi della loro vita.

Stella Kappa 1 Ceti

Come spiega Vladimir Airapetian, un astrofisico della Divisione di eliofisica presso il Goddard e primo autore dello studio, lui e i suoi colleghi stanno analizzando le caratteristiche di questa stella proprio per capire com’era il sole durante le prime fasi dopo la sua formazione e come queste fasi hanno influenzato i pianeti intorno ad esso orbitanti, inclusa la terra.
La stella in questione, denominata Kappa 1 Ceti, si trova ad una distanza di 30 anni luce. Secondo i ricercatori ha tra i 600 e i 750 milioni di anni. Quando il nostro sole aveva questa età, stava per terminare la fase di aggregazione del grosso del materiale che poi ha portato alla formazione della Terra.

Stella “gemella” del sole

La stella risulta molto simile al sole anche per quanto riguarda la massa e la temperatura, come spiega Meng Jin, un’eliofisica del SETI Institute e del Lockheed Martin Solar and Astrophysics Laboratory in California. È dunque una sorta di stella “gemella” del sole, qualcosa che la fa diventare un obiettivo di studio importante anche per il prossimo futuro, quando potremmo disporre di telescopi, sia spaziali che terrestri, molto più potenti.

Vento stellare

I ricercatori si sono in particolare interessati al vento stellare generato da questa stella. Quando sono giovani, infatti, le stelle emettono dei “venti” più forti e caldi nonché eruzioni molto più potenti rispetto alle stelle più “anziane”. Si tratta di fenomeni importanti perché possono pregiudicare la nascita e lo sviluppo della vita così come la conosciamo sulla Terra.

Nostro sole molto più attivo durante le sue prime fasi

Anche il nostro sole, durante le sue prime centinaia di milioni di anni, emetteva radiazioni molto più forti e ruotava molto più velocemente cosa che lo portava ad avere un campo magnetico più potente. Si tratta degli stessi fenomeni che, oggi, anche se sono molto più deboli, riescono comunque a produrre sul nostro pianeta le aurore, visibili ai poli. Un tempo questi fenomeni atmosferici erano visibili da molte altre aree del mondo. La Terra è stata comunque favorita dal suo campo magnetico molto forte, caratteristica che le ha permesso di poter contare su una chimica atmosferica perfetta per la nascita e lo sviluppo di molecole biologiche.

Note e approfondimenti

  1. One Year in the Life of Young Suns: Data-constrained Corona-wind Model of κ 1 Ceti – IOPscience (IA) (DOI: 10.3847/1538-4357/ac081e)

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