Straordinario caso di evoluzione simultanea scoperto tra farfalla e suoi predatori

Un caso interessante di evoluzione simultanea da parte di una farfalla velenosa e di quattro diverse specie sue predatrici è stato individuato da un team di ricercatori che hanno pubblicato il proprio studio su Current Biology.
La farfalla monarca (Danaus plexippus) è nota perché, durante la sua fase larvale, acquisisce delle sostanze da un genere di pianta, Asclepias. Queste sostanze, velenose per gli altri animali (in concentrazioni sufficienti possono uccidere anche un essere umano), riempiono praticamente tutto il corpo della farfalla che, in questo modo, si può dunque difendere dai predatori.

Le farfalle hanno acquisito una mutazione genetica grazie alla quale, cibandosi di questa pianta, possono resistere al suo veleno.
Tuttavia esistono alcuni predatori, un uccello, un topo, una vespa parassita e un verme, che sembrano essere riusciti a sopravanzare questa tecnica sopraffina messa in atto della farfalla tramite quattro mutazioni cellulari che gli stessi ricercatori che hanno realizzato lo studio definiscono come insolite perché sono molto simili alla mutazione della farfalla.

I ricercatori dell’Università della California a Riverside, infatti, mostrano che questi quattro predatori, completamente diversi tra loro, sono stati protagonisti di un caso di evoluzione simultanea con la farfalla verificatasi a livello molecolare. Le stesse tossine vegetali presenti nel corpo della farfalla hanno probabilmente innescato questi cambiamenti evolutivi.

I ricercatori hanno innanzitutto identificato i cambiamenti degli amminoacidi nella pompa sodio-potassio all’interno del corpo delle farfalle monarca. Consumando asclepiade, queste farfalle hanno accumulato, nel corso della loro evoluzione, così tante tossine che non solo sono diventate immuni al veleno ma sono diventate loro stesse velenose.
Anche esperimenti con moscerini della frutta alimentati con asclepiade mostravano che anche questi insetti possono diventare resistenti al veleno così come hanno fatto le farfalle monarca.

Hanno quindi analizzato varie sequenze del DNA presenti in vari database, sequenze relative a diversi uccelli, vespe e vermi nematodi, tra gli altri, scoprendo che quattro specie avevano la stessa mutazione della pompa sodio-potassio della farfalla monarca. Tra queste specie c’è anche il Pheucticus melanocephalus, un uccello passeriforme che migra dall’America settentrionale a quella centrale e viceversa e che è molto goloso di farfalle monarca.

Note e approfondimenti

  1. How to eat a poison butterfly | News (IA)
  2. Convergent evolution of cardiac-glycoside resistance in predators and parasites of milkweed herbivores – ScienceDirect (IA) (DOI:/10.1016/j.cub.2021.10.025)

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