Strato di ozono, scienziati scoprono che anche fulmini possono distruggerlo

Credito: AdelinaZw, Pixabay, 6313093

Anche i fulmini possono decimare lo strato di ozono della Terra secondo quanto riferiscono i ricercatori dell’Università del Colorado a Boulder in uno studio pubblicato sul Journal of Geophysical Research: Atmospheres.[1] Ciò avviene a causa di un particolare fenomeno elettromagnetico che avviene nell’atmosfera.

Precipitazione di elettroni indotta da fulmini

Il fenomeno preso in considerazione dei ricercatori è denominato precipitazione di elettroni indotta da fulmini. In pratica quando si crea un fulmine viene emesso un impulso di energia elettromagnetico che tende a diffondersi intorno alla Terra e finanche nello spazio.
Una volta arrivato una certa altezza comincia ad interagire con le cinture di radiazioni che sono tutte intorno al nostro pianeta e questo contatto fa “sferragliare” gli elettroni i quali poi precipitano di nuovo verso la Terra.

Reazione chimica innescata nell’atmosfera dagli elettroni

I ricercatori, che hanno analizzato il fenomeno in vari temporali avvenuti nell’ultimo decennio dal Nebraska ai Caraibi, sono giunti alla conclusione che quando gli elettroni poi ricadono verso la Terra innescano una reazione chimica nell’atmosfera che alla fine porta alla riduzione dello strato di ozono. Detta riduzione può arrivare fino a 5% in alcune località e queste perdite di ozono possono durare fino a 12 ore.

50 fulmini ogni secondo sulla Terra

Probabilmente si tratta di fluttuazioni del livello di ozono nell’atmosfera che non possono essere considerate come una minaccia per la sicurezza della società umana ma, come spiega Robert Marshall nonché assistente professore dell’Università del Colorado, quando si verificano decine di tempeste tutte insieme allora il livello di influenza dei fulmini sulla quantità di ozono nell’atmosfera terrestre risulta a ” sorprendentemente grande”.
Parliamo di migliaia di fulmini: in un dato momento ci sono, in media, 1300 temporali attivi in tutto il mondo per una media, in termini di generazione di fulmini, di 50 lampi al secondo.

Le simulazioni

I ricercatori hanno eseguito anche una simulazione del passaggio dell’uragano Patricia in Texas nell’ottobre del 2015. Questa tempesta ha provocato più di 30.000 fulmini in poco più di due ore. Oltre a questa simulazione ne hanno fatte anche altre due, una relativa ad una tempesta avvenuta nei Caraibi del maggio 2017 e una occorsa nel Nebraska nell’agosto del 2013.
Le simulazioni mostravano che l’energia degli elettroni che poi precipitano sulla Terra a seguito del fenomeno della a ” precipitazione di elettroni indotta da fulmini” reagiva con i gas nella parte alta dell’atmosfera terrestre (ad un’altezza di circa 50-110 km sopra la superficie terrestre).

Gas prodotti dalla reazione distruggono ozono

La quantità degli ossidi di idrogeno e di quelli di azoto, nonché di altri gas presenti nell’aria, aumentava pressoché in maniera immediata. Questi gas raggiungevano poi lo strato di ozono, situato più in basso, distruggendo lo stesso ozono. Secondo i ricercatori si tratta comunque di una distruzione localizzata, che praticamente avviene solo sopra tempesta, tuttavia la perdita di ozono risultante è paragonabile a quella prodotta da altri fenomeni atmosferici come le aurore boreali.

Note e approfondimenti

  1. Chemical Response of the Upper Atmosphere Due to Lightning‐Induced Electron Precipitation – Xu – 2021 – Journal of Geophysical Research: Atmospheres – Wiley Online Library (IA) (DOI: 10.1029/2021JD034914)

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