Struzzo gigante altro tre metri viveva in Europa 1,8 milioni di anni fa

Rappresentazione artistica del Pachystruthio dmanisensis (credito: Andrey Atuchin)

I resti fossili di un uccello gigante trovati in Crimea sono stati studiati da un gruppo di ricercatori dell’Istituto Paleontologico Borissiak.
I risultati confermano le enormi dimensioni di un uccello vissuto durante il pleistocene inferiore che era già stato classificato diversi anni fa.

La ricerca, pubblicata sul Journal of Vertebrate Paleontology, descrive il Pachystruthio dmanisensis, un enorme uccello alto più di tre metri e mezzo che poteva arrivare a pesare più di 450 kg, secondo le analisi che gli scienziati hanno fatto su un pezzo di femore ritrovato e descritto già nel 1990.
Allora, però, non furono comprese le reali dimensioni di questo animale, cosa resa oggi possibile grazie ai nuovi ritrovamenti.

Si tratterebbe di uno struzzo gigante vissuto tra 1,7 e 1,8 milioni di anni fa, e del primo uccello gigante incapace di volare descritto in paleontologia per quanto riguarda l’emisfero settentrionale.
Il fossile è stato dissotterrato da una grotta di Taurida, una località situata sua volta nella penisola di Crimea. All’interno della grotta, scoperta solo a giugno dell’anno scorso nel corso di alcuni lavori per una nuova autostrada, sono stati infatti scoperti alcuni resti di ossa e denti di mammut ma il ritrovamento più interessante riguarda probabilmente quello relativo al Pachystruthio dmanisensis, una specie di grande uccello terricolo.

Si tratta di una scoperta importante perché è la prima prova che questi uccelli giganteschi preistorici vivevano anche in Europa.
Questo uccello gigante vantava una notevole robustezza e assomigliava molto al suo parente prossimo odierno, lo struzzo, dal quale si differenzia, oltre che per le dimensioni maggiori, anche per la forma di alcune superfici del corpo e per una morfologia un po’ diversa.

Era un buon corridore e non risultava di certo una preda facile per i ghepardi giganti e i gatti dai denti a sciabola con cui divideva il proprio territorio. E man mano che il paesaggio diventava sempre più arido, con il passare del tempo, anche il suo corpo si sviluppava sempre di più in modo che l’apparato digestivo potesse digerire alimenti più duri.
Il Pachystruthio dmanisensis probabilmente conviveva anche con i primi Homo erectus arrivati in Europa durante il pleistocene inferiore.

E proprio questo fa sospettare che potrebbero essere stati proprio gli umani a determinarne l’estinzione. Anche se è presto dirlo perché i dati sono sostanzialmente molto pochi, le prove riguardo al fatto che gli uccelli giganti vissuti fino ad 1-2 milioni di anni fa possano essere stati cacciati dagli umani e dunque possano essersi estinti per questo motivo sono diverse e non riguardano solo questi resti.

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