Studio analizza i probabili climi e atmosfere dei sette pianeti intorno a TRAPPIST-1

I pianeti intorno alla stella TRAPPIST 1, una stella nana di tipo M distante da noi 39 anni luce e con un raggio di poco superiore a quello di Giove, riscuotono sempre più interesse da parte di astronomi e scienziati. Una nuova ricerca, apparsa sull’Astrophysical Journal, descrive quelli che potrebbero essere i modelli climatici dei sette pianeti che ruotano intorno a questa stella.
Secondo la ricerca, tutti e sette pianeti intorno a TRAPPIST 1 potrebbero essersi evoluti come ha fatto Venere, con gli oceani che sono evaporati del tutto e con atmosfere dense e inabitabili per la vita come la conosciamo. Tuttavia uno di questi pianeti, TRAPPIST-1 e, avrebbe qualche possibilità di essere un mondo oceanico simile alla Terra.

I pianeti intorno a questa stella hanno fin da subito riscosso un certo interesse in quanto sono tutti presenti nella cosiddetta “zona abitabile”, ossia quella striscia di spazio intorno alla stella che permette ad un eventuale pianeta che ruota intorno ad essa di avere acqua liquida sulla superficie.
Tuttavia con ulteriori ricerche successive ci si è poi resi conto che le atmosfere e in generale gli ambienti di questi pianeti non sono proprio ideali per la vita (tranne forse l’unica eccezione prima succitata, ossia quella di TRAPPIST 1 e).

Questo studio indica inoltre che TRAPPIST-1 b, il pianeta più vicino alla stella, è un mondo ardente troppo caldo, simile al nostro Venere. Lo studio mostra inoltre che i pianeti c e d ricevono leggermente più energia dalla loro stella rispetto a Venere e Terra dal Sole e potrebbero essere simili a Venere, con un’atmosfera densa e inabitabile.
Inoltre i pianeti f, g e h, quelli più esterni, potrebbero sia essere simili a Venere che essere mondi del tutto congelati e ciò dipende dalla quantità di acqua presente sulla loro superficie.
Si tratta di uno studio importante perché, come rilevano gli stessi ricercatori, “informa la comunità scientifica di ciò che potremmo aspettarci di vedere per i pianeti di TRAPPIST-1 con l’imminente James Webb Space Telescope.”

Fonti e approfondimenti

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