Studio mostra come piante percepiscono il mondo pur non avendo i sensi

Le piante percepiscono il mondo esterno pur non avendo i sensi che tutti noi conosciamo, come la vista, l’udito, il tatto. Che le piante percepiscano il mondo tramite speciali proteine sensoriali è cosa già conosciuta, a partire dai primi studi di genetica classica, tuttavia come questi veri e propri sensori interagiscano l’uno con l’altro e come in definitiva funzionino realmente è ancora oggetto di domanda.

Un nuovo studio, pubblicato su Nature e realizzato da scienziati di quattro nazioni, ha ricreato la prima mappa di queste proteine sensoriali (più di 200), o meglio delle loro interazioni, che mostra come alcune di esse rivestano un ruolo da nodo principale per garantire l’integrità della “rete”.
Secondo Shahid Mukhtar, professore di biologia presso l’Università di Alabama a Birmingham, si tratta di un lavoro che si può definire pionieristico in quanto va ad identificare le interazioni tra queste importanti proteine.

Non si tratta di certo solo di uno studio analitico inteso alla catalogazione ma di una ricerca che può rivelarsi altamente utile per aumentare la resistenza delle piante ai patogeni o allo stress in generale (si pensi, per esempio, alla siccità, al freddo, al calore, eccetera).
Gli scienziati hanno in particolare studiato le chinasi del recettore LRR, per certi versi molto simile ai recettori umani. Si tratta di una famiglia di proteine che, pur esistendo sia nei vegetali che negli animali, si rivela particolarmente importante nelle piante perché in questi esseri viventi vanno a dominare la cellula anche oltre la membrana e sono capaci di riconoscere diversi segnali chimici.

Fonti e approfondimenti



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