Studio propone dieta “pesco-mediterranea” più digiuno intermittente per contrastare malattie cardiache

Illustrazione principale dello studio che riprende gli alimenti principali di una dieta “pesco-mediterranea ” (credito: DOI: 10.1016/j.jacc.2020.07.049 – Journal of the American College of Cardiology)

Uno studio apparso sul Journal of the American College of Cardiology propone una nuova dieta, la dieta “pesco-mediterranea”, sostanzialmente una dieta mediterranea con più pesce per sostituire la carne, unita alla tecnica del digiuno intermittente. Questa nuova tattica dietetica rappresenterebbe, secondo i ricercatori, un’ottima arma di contrasto alle malattie cardiache.

Positività della dieta mediterranea tradizionale

Già in passato diversi studi hanno sottolineato la positività della dieta mediterranea tradizionale per quanto riguarda le malattie cardiovascolari. La dieta mediterranea consiste nel consumo di cibi di natura vegetale, tra cui frutta, verdura, legumi e cereali, soprattutto integrali, olio di oliva e una quantità moderata di latticini. A questi si aggiunge del pesce oltre alle uova.

Il dilemma del veganismo

Una dieta ricca di vegetali è notoriamente importante per quanto riguarda l’abbassamento del rischio di malattie cardiovascolari, come spiega James H. O’Keefe, cardiologo del Saint Luke’s Mid America Heart Institute nonché autore principale dello studio. Tuttavia lo stesso veganismo, se portato avanti in maniera troppo ferrea, può portare a carenze nutritive.
Allo stesso tempo, però, il consumo di una quantità troppo alta di carne, soprattutto quella lavorata, può portare ad altre tipologie di problemi, anche in ambito cardiaco. Ed è proprio per questo che il ricercatore propone la sua dieta pesco-mediterranea “come soluzione a questo dilemma onnivoro su cosa mangiare”.

Che cos’è la dieta pesco-mediterranea

Si tratta di una dieta mediterranea in cui vengono inclusi pesce e frutti di mare come fonte primaria di proteine al posto della carne rossa e del pollame. Secondo il comunicato stampa, cinque studi dietetici precedenti avevano già rilevato che, rispetto ad un consumo normale di carne, un consumo maggiore di pesce può ridurre la mortalità per malattia coronarica fino al 34%.

Importanza dell’olio di oliva extravergine

Inoltre una dieta pesco-mediterranea accentua anche l’utilizzo dell’olio extravergine di oliva che può sostituire il burro e altre tipologie di grassi simili. Lo stesso olio d’oliva, in diversi altri studi precedenti, viene considerato come un toccasana per quanto riguarda l’aspetto cardiometabolico. Può, per esempio, diminuire il livello di colesterolo cattivo e aumentare il livello delle lipoproteine ad alta densità, ossia il colesterolo “buono”.
Gli stessi ricercatori dello studio consigliano “quantità generose di olio extravergine di oliva” insieme alla verdura.

Da non sottovalutare anche le noci

Inoltre, come ulteriore apporto di grassi buoni e di fibre, la dieta pesco-mediterranea di ricercatori include anche le noci. Anche quest’ultimo è un alimento che è stata trattata da diversi altri studi che hanno dimostrato che una porzione giornaliera di noci può implicare un rischio inferiore di incorrere in malattie cardiache.

Latticini e formaggi

E per quanto riguarda latticini e formaggi? “Non c’è un chiaro consenso tra gli esperti di nutrizione sul ruolo dei latticini e delle uova nel rischio di malattie cardiache, tuttavia li abbiamo ammessi nella dieta pesco-mediterranea”, spiega O’Keefe. Quest’ultimo consiglia soprattutto yogurt e formaggi magri e consiglia di limitare burro e formaggi a pasta dura. Per le uova il ricercatore consiglia non più di cinque a settimana.

Digiuno intermittente

A questa dieta va però affiancato il cosiddetto metodo del “digiuno intermittente”: bisogna limitare l’assunzione di calorie in una finestra temporale tra le 8 e 12 ore ogni giorno. In sostanza basterà andare a dormire dopo cena e non fare la colazione il giorno dopo per raggiungere facilmente la “pausa calorica” richiesta facendo uno nuovo pasto verso ora di pranzo.
Secondo O’Keefe non rappresenta un pericolo fare due pasti al giorno invece di tre anche perché i nostri antenati hanno vissuto con forniture molto limitate di cibo per milioni di anni. Quel che importa è concentrarsi soprattutto su cibi quanto più integrali e freschi: “La dieta pesco-mediterranea con alimentazione giornaliera limitata nel tempo è una dieta cardioprotettiva ideale”.

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