Studio suggerisce presenza di vulcanismo sotterraneo su Marte che scioglie i ghiacci al polo sud

Dopo varie ricerche, condotte negli ultimi anni, che hanno suggerito la presenza di acqua liquida sulla superficie o poco sotto di essa di Marte, in particolare sotto la calotta polare sud, diversi ricercatori stanno cercando di comprendere da dove possa arrivare il calore utile a rendere liquida l’acqua, presente comunque anche sotto forma di ghiaccio sul pianeta rosso.
Un nuovo studio, apparso su Geophysical Research Letters, si incentra proprio su questa convinzione: deve esserci qualche forma di calore sotterranea che riesce a mantenere allo stato liquido l’acqua esistente sotto la calotta polare.

Secondo i ricercatori, deve essere presente una attività magmatica abbastanza recente per produrre il calore necessario per far sì che ci sia acqua liquida sotto lo strato di ghiaccio dei poli di Marte. L’unica possibilità sta proprio nell’attività magmatica.
Nel corso della ricerca, gli scienziati hanno anche escluso che il sale possa causare o contribuire allo scioglimento del ghiaccio della calotta glaciale. I modelli che hanno eseguito mostrano che deve esserci un ulteriore calore proveniente dall’interno di Marte, presumibilmente da un’attività vulcanica nel sottosuolo. Questa attività vulcanica, secondo i ricercatori, ha prodotto del magma che non è fuoriuscito sulla superficie ma si è fermato al di sotto di essa, in una camera magmatica che, poi raffreddandosi nel corso del tempo, ha rilasciato notevoli quantità di calore il quale ha sciolto il ghiaccio al di sotto delle calotte.

Questo studio potrebbe sostenere anche la tesi di presenza di vita, presumibilmente di forma batterica, in questo strato di acqua liquida, come sottolinea Ali Bramson, ricercatore dell’Università dell’Arizona è uno degli autori dello studio: “Pensiamo che se c’è vita, probabilmente deve essere protetta nel sottosuolo dalle radiazioni. Se ci sono ancora processi magmatici attivi oggi, forse erano più comuni nel recente passato e potevano fornire una fusione basale più diffusa. Questo potrebbe fornire un ambiente più favorevole per l’acqua liquida e quindi, forse, la vita”.

Fonti e approfondimenti

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