Studio svela la complessità dei batteri che vivono sulla nostra lingua

Abstract grafico dello studio (credito: Doi: 10.1016/j.celrep.2020.02.097 – Cell Reports)

Tramite nuove tecniche per l’osservazione ad alta risoluzione di microrganismi, un team di ricercatori, che ha pubblicato il proprio studio sul Cell Reports ha analizzato come mai fatto prima le comunità di batteri che vivono sulla lingua umana rivelando che questi possiedono un’organizzazione spaziale molto complessa e strutturata.
“I batteri sulla lingua sono molto più di un semplice mucchio. Sono più simili a un organo dei nostri corpi”, dichiara Gary Borisy, ricercatore del Forsyth Institute e della Harvard School of Dental Medicine, nonché uno degli autori dello studio.

Della complessità del microbioma orale umano è stato già riferito prima e diversi studi hanno mostrato che i batteri presenti all’interno della bocca e nelle sue varie cavità possono organizzarsi in maniera molto complessa. Queste comunità sono influenzate da diversi fattori, tra cui la temperatura, il flusso salivare, l’umidità, il pH stesso della saliva, l’ossigeno e la frequenza di patologie e disturbi relativi all’igiene orale e alle patologie dentarie e gengivali.
La lingua in particolare risulta molto importante sotto questo profilo perché è sostanzialmente un grosso serbatoio di microbi ed un punto di riferimento tradizionale della medicina tanto che la prima cosa o una delle prime cose che un medico generale esamina è proprio la lingua, come spiega Jessica Mark Welch, ecologa microbica presso il Marine Biological Laboratory di Woods Hole e altra autrice dello studio.

Tramite una nuova tecnica denominata Combinatorial Labeling and Spectral Imaging – Fluorescence in situ Hybridization (CLASI-FISH), i ricercatori hanno identificato e localizzato simultaneamente, in un unico campo visivo, un grosso numero di microrganismi che vivono sulla lingua. Il tutto senza ottenere per forza il DNA, cosa che si esegue tramite i metodi classici per analizzare i microbiomi del corpo e che spesso interferisce con l’analisi stessa.
I ricercatori hanno individuato 17 generi di batteri che abbondano sulla lingua e che sono presenti in più dell’80% degli individui umani. I batteri possono presentarsi in modalità “libera”, legati alle cellule epiteliali oppure organizzati in complessi gruppi, veri e propri biofilm multistrato.

Tutti i soggetti analizzati presentavano gruppi altamente strutturati composti da tre generi di batteri: Actinomyces, Rothia e Streptococcus.
In generale i ricercatori scoprivano che i batteri tendevano ad attaccarsi all’epitelio della superficie della lingua singolarmente oppure in piccoli gruppi. Con la crescita della popolazione batterica, poi, diversi taxa tendono a spingersi l’un l’altro e a proliferare più rapidamente in quei microambienti che supportano meglio i loro bisogni fisiologici. Si viene a creare dunque una crescita differenziale che porta ad una organizzazione a “mosaico” e a strutture grandi e complesse.

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